Covid, Iss: in un mese 801.000 casi (22.000 sono sanitari) e 12.900 morti

Covid, ISS: in un mese 801.000 casi e 12.900 morti
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Lunedì 30 Novembre 2020, 14:53

Negli ultimi 30 giorni in Italia sono 800.953 i casi di infezione da Sars-Cov-2 registrati, di cui ben 22.712 tra gli operatori sanitari. Nello stesso arco di tempo, sono stati ben 12.904 i deceduti e 304.531 i guariti.

È l'Istituto Superiore di Sanità (Iss) a mostrarlo nei dati della Sorveglianza integrata Covid-19, pubblicati e aggiornati al 29 novembre. Negli ultimi 30 giorni è di 48 anni l'età media dei casi, che registra un nuovo aumento, dopo il calo del periodo estivo.

Si registra una maggioranza femminile tra i contagiati (48,3% dei contagiati sono maschi e il 51,7% femmine) ed una maggior incidenza tra i 19 e i 50 anni: l'11% ha sotto i 18 anni, il 15,5 è over 70, il 29% ha tra 51 e 70 anni e il 44,3% ha tra i 19 e i 50 anni.

La categoria dei sanitari è quella sta pagando un prezzo altissimo. Sono 11.593 gli operatori sanitari contagiati da Sars-Cov-2 in Italia nel giro di 2 settimane, dal 9 al 22 novembre, il 2.72% dei casi di questo periodo. Il dato emerge dall'aggiornamento dell'Istituto superiore sanità sull'epidemia di Covid-19, secondo cui il «numero è verosimilmente sottostimato in quanto questa informazione può richiedere tempi più lunghi per un suo consolidamento».

In generale, infatti, «a causa della forte pressione sui dipartimenti di prevenzione si sono registrati dei ritardi nella notifica e nell'aggiornamento tempestivo delle informazioni dei casi individuali, rendendo quindi il quadro più recente in parte sottostimato sia per le nuove diagnosi che per i decessi». Dall'inizio dell'epidemia, nel nostro Paese sono stati diagnosticati 66.618 casi tra gli operatori sanitari, pari al 4,6% del totale. L'età media, più o meno come per la popolazione generale, è di 47 anni. Fra le donne si è registrato il 70,4% dei contagi fra i sanitari, ben 46.904 rispetto a 19.714 casi fra gli uomini. I dati riportati dalle Regioni e province autonome indicano che la letalità tra gli operatori sanitari è inferiore, anche a parità d'età, rispetto alla letalità totale, verosimilmente perché gli operatori sanitari asintomatici e pauci-sintomatici vengono maggiormente testati rispetto alla popolazione generale. I decessi dall'inizio della pandemia sono 147, 109 uomini e 38 donne.

Sale a 20 inoltre il numero dei farmacisti morti durante la pandemia da Covid-19. L'ultima vittima è Enzo Bosso, 64 anni, che esercitava nella sua farmacia di Castellamare di Stabia (Napoli). Ne danno annuncio la Federazione degli Ordini dei farmacisti italiani (Fofi) e Federfarma. «Nell'arco di pochi giorni - si legge in una nota congiunta - sale così a 20 il triste computo dei farmacisti caduti mentre svolgevano la loro opera al servizio della collettività. Tutti i farmacisti italiani e le farmacie si stringono nel cordoglio ai famigliari di Enzo, ai suoi amici e alla sua comunità per la quale era un riferimento importante e una figura molto amata».

E ad oggi si allunga anche il bilancio delle vittime in camice bianco: sono 221 i medici morti da inizio pandemia: . Oggi si aggiungono altri due nomi all' elenco pubblicato dalla Federazione nazionale Ordini dei medici chirurghi e odontoiatri (Fnomceo): Bartolomeo Borgialli, medico di famiglia in pensione (quello che ha scritto di suo pugno il proprio necrologio: "Nessuno pianga, non è giorno di lutto") , e Vito Roberto De Giorgi, anestesista anch'egli in pensione.

Una nota della federazione riferisce come L'Esecutivo della Fnomceo, in un'interlocuzione informale con il ministro della Salute Roberto Speranza, esprima una doppia preoccupazione tanto per i cittadini quanto per i medici, eroi in prima linea durante la pandemia da Covid-19 in Italia.
«I decessi e i contagi tra i medici hanno ricominciato a salire. Il nostro memoriale, in procinto di essere aggiornato, conta 221 nomi - spiega il presidente Fnomceo Filippo Anelli. 

Ringraziamo il ministro Roberto Speranza per la disponibilità a trovare, in tempi rapidi, soluzioni concrete per avviare un monitoraggio dei rischi sul territorio e mettere in sicurezza tutti i medici».
«Altra preoccupazione che abbiamo espresso - continua Anelli - riguarda la salute dei cittadini. Non solo perché la pressione sugli ospedali - che fortunatamente, soprattutto nelle regioni dove sono state applicate misure più restrittive, sta calando - porta a 'trascurarè la cura per le altre patologie, peggiorando gli indicatori sugli esiti. Dopo la pandemia temo che, alle vittime del Covid, dovremo aggiungere quelle per le patologie oncologiche, cardiovascolari, per i traumi, per le malattie croniche curate con ritardo».

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