CORONAVIRUS

Coronavirus, Sileri: «Basta dati giornalieri, meglio quelli settimanali»

Giovedì 16 Luglio 2020
Coronavirus, Sileri: «Basta dati giornalieri, meglio quelli settimanali» 
E sulla seconda ondata: «Se siamo cauti, sarà più lieve»

«Sono contrario a dare i dati tutti i giorni, darei il trend settimanale». Cambio di rotta dal ministero della salute. È il viceministro pentastellato Pierpaolo Sileri, intervistato dalla trasmissione "L'Italia s'è desta" su Radio Cusano Campus, a lanciare l'idea di non fornire più i dati sul coronavirus giorno per giorno ma passare a una comunicazione con cadenza settimanale, dati i numeri molto bassi rispetto a qualche settimana fa. «Abbiamo 170 casi un giorno e 210 un altro, la fluttuazione è minima - spiega Sileri - Andrebbe spiegato poi chi sono queste persone positive, sono persone sottoposte a screening, sono persone che hanno fatto il test rapido e poi il tampone? E soprattutto quant'è la carica virale? Sono malati o sono solamente dei positivi? I numeri importanti sono quelli che rappresentano l'impegno del nostro servizio sanitario nazionale».

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«Se ogni giorno calano i ricoverati in terapia intensiva, è lì che dobbiamo esprimere la realtà dei numeri - aggiunge - L'altro giorno si è scritto che sono di nuovo aumentati i morti. Bisognerebbe valutare anche chi sono coloro che sono deceduti. Ad esempio, ci sono state persone che sono state ricoverate dopo un incidente stradale e sono poi risultate positive al Covid, in quel caso non c'è nessuna correlazione tra la malattia e la causa del decesso».

Sileri è intervenuto anche sul rischio del cosiddetto contagio "da importazione": «È chiaro che c'è un incremento di contagi da coloro che provengono da zone in cui il virus è meno sotto controllo rispetto al nostro Paese. Da una parte c'è il blocco dei voli, dall'altra un maggior numero dei tamponi come avviene ad esempio per i migranti che sbarcano. Siamo nella fase in cui dobbiamo evitare che si torni in uno stato di emergenza, in questo stiamo lavorando bene».

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«L'estate ci sta aiutando - aggiunge - sicuramente c'è un fattore di stagionalità del virus, ma questo non vuol dire che non dobbiamo continuare ad essere cauti». Per quanto riguarda i timori collegati ai migranti, per Sileri «bisogna essere tranquilli sul trasferimento, che viene fatto in sicurezza. Ai cittadini direi di essere più contenti del fatto che sia stato trovato un migrante positivo ed isolato, piuttosto che non venga trovato perché è sfuggito ai controlli. Sicuramente non dobbiamo avere paura di questo».

Il viceministro non esclude la possibilità di una seconda ondata anche se in questo momento «nessuno può dire se la seconda ondata ci sarà o meno». «Quando si parla di seconda ondata si dice che siccome il virus ancora circola tra noi è possibile che con il cambio della stagione circolerà di più e potremmo avere un aumento del numero di contagi e di ospedalizzazioni. Noi dobbiamo tenerci pronti per poter dare una risposta. «Però - aggiunge - possiamo dire che se continuiamo con le misure di precauzione e con il potenziamento del sistema sanitario, verosimilmente vi sarà un incremento di casi, ma non sarà mai così grave come nella prima fase quando il virus ci ha preso letteralmente alle spalle».

«Si sta lavorando con tre pilastri fondamentali: aumento dei posti in ospedale, migliorare la rete territoriale, e poi c'è la parte della terapia, con la ricerca su farmaci e vaccino. Vaccino? Io rimango realista e dico che sarà disponibile entro il primo semestre del 2021». Così il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri (M5S) ai microfoni della trasmissione «L'Italia s'è desta» su Radio Cusano Campus.

Ultimo aggiornamento: 14:05 © RIPRODUZIONE RISERVATA