Campagna per sostenere le donne vittime di violenza in casa

Lunedì 11 Febbraio 2019
Al via la campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi “Non è un gioco” di SOS Villaggi dei Bambini onlus, per fornire un supporto concreto alle donne vittime di violenza, evitando la separazione del bambino dal suo contesto familiare. Dall’11 febbraio al 3 marzo 2019, sarà possibile sostenerla donando al numero solidale 45590.

In Italia, sono circa 427.000 i bambini e ragazzi che hanno assistito a episodi di violenza dentro casa. Una donna su 3, tra i 16 e i 70 anni, nel corso della propria vita ha subìto violenza fisica o sessuale. Numeri che vanno di pari passo con quelli delle condanne definitive per maltrattamenti in famiglia che è più che raddoppiato negli ultimi 15 anni, passando da 1.320 condanne definitive nel 2000 a 2.923 nel 2016. Un fenomeno, quello della violenza assistita dai bambini, che presenta contorni sfocati. Nessuna ricerca, infatti, è in grado di stabilire per quanti minorenni ogni giorno la propria casa si trasformi da ambiente di protezione a luogo di insidie e pericoli, fino alla violenza vera e propria, in cui a rischio è la loro crescita e, in alcuni casi, la stessa sopravvivenza.

Con l’obiettivo di accogliere e offrire un supporto concreto ai bambini con le loro mamme vittime di violenza, evitare la separazione del nucleo familiare, sostenere e consolidare le capacità genitoriali della madre affinché la relazione tra mamma e bambino venga preservata, SOS Villaggi dei Bambini lancia la campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi “Non è un gioco”, a cui si può contribuire dall’11 febbraio al 3 marzo 2019 con sms o chiamata da rete fissa al numero solidale 45590.

Secondo l’osservatorio di SOS Villaggi dei Bambini, infatti, negli ultimi anni sono aumentate le richieste di aiuto di donne vittime di maltrattamento che chiedono protezione per loro stesse e per i propri figli. Per questo l’Organizzazione ha avviato, e intende estendere a un numero crescente di donne con i loro bambini, il progetto “MammaBambino”, nato per tutelare il benessere psicofisico della mamma e dei bambini soprattutto nei casi di maltrattamento, trascuratezza e deprivazione socioculturale. Inoltre, l’Organizzazione lavora quotidianamente al fianco delle donne vittime di violenza accolte per aiutarle a riconquistare la loro autonomia e le accompagna sia in un percorso di inserimento nel mondo del lavoro, che di ricerca di una soluzione abitativa indipendente e sicura. Oggi, con il progetto “MammaBambino”, SOS Villaggi dei Bambini gestisce una rete di alloggi in grado di accogliere circa 33 giovani donne con i loro figli, per un totale di circa 90 beneficiari l’anno.

“SOS Villaggi dei Bambini risponde ogni giorno alle difficoltà che affrontano le mamme sole con i loro bambini vittime di violenza, secondo quanto indicato dalla Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia – dichiara Roberta Capella, Direttore Generale di SOS Villaggi dei Bambini – Sostenere la campagna ‘Non è un gioco’ con un sms o chiamata al 45590 significa aiutare a costruire il futuro di tante mamme vittime di violenza e dei propri figli, offrire loro un luogo dove poter ritrovare il calore e la protezione di una casa e per far vivere ai bambini l’infanzia che meritano”.

L’esposizione dei bambini alla violenza perpetrata all’interno delle mura domestiche influisce in modo negativo sullo sviluppo fisico, cognitivo e comportamentale, con pesanti effetti sia nel breve, che nel lungo periodo. Inoltre, più i bambini vengono colpiti in tenera età, maggiori e più intensi saranno gli effetti negativi che subiranno. In particolare, si potranno riscontrare gravi conseguenze che vanno da deficit nella crescita e ritardi nello sviluppo psico-motorio, fino a effetti negativi sull’autostima, sulla capacità di empatia e sulle competenze intellettive, passando per l’acuirsi di emozioni particolarmente negative quali la paura costante, il senso di colpa, la tristezza e la rabbia. La violenza domestica, inoltre, può mettere a rischio il rapporto tra una madre che la subisce e il figlio che vi assiste. Una mamma turbata e traumatizzata dalla violenza, infatti, ha più probabilità di mettere in atto comportamenti contraddittori verso il proprio figlio, comportamenti che denotano paura e che a loro volta spaventano i bambini.

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