Alpino morì nel 1998 con quattro commilitoni, il ministro Trenta: «Commissione d'inchiesta parlamentare

Giovedì 6 Dicembre 2018
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Roberto Garro era un militare di leva, morì in un incidente stradale insieme ad altri quattro colleghi - il 9 giugno 1998 a Gemona del Friuli (Udine). Questo secondo la versione ufficiale che non è mai stata accettata dai genitori. Ora del suo caso se ne è occupata il ministro della Difesa Trenta che ha auspicato su Facebook una commissione d'inchiesta parlamentare. «Ho invitato il presidente della Commissione Difesa della Camera, Gianluca Rizzo - scrive il ministro - ad esplorare ogni strada possibile affinché il Parlamento possa fare piena luce sull'accaduto, inclusa l'istituzione di una commissione di inchiesta parlamentare sul caso». A metà novembre Trenta ha ricevuto al ministero i genitori di Garro «e insieme abbiamo affrontato alcuni aspetti della vicenda che non appaiono del tutto chiari. Ogni madre e ogni padre hanno il diritto di conoscere la verità sul proprio figlio e lo Stato ha il dovere, politico e morale, di assistere una famiglia alla ricerca di questa verità».
 Roberto Garro era un militare di leva alla Caserma 'Manlio Ferugliò di Venzone (Udine), sede del 14/o Reggimento Alpini. Aveva appena chiesto ed ottenuto di diventare volontario a ferma breve. Il 9 giugno 1998 - secondo la versione ufficiale contestata dai genitori - è morto in un incidente stradale avvenuto intorno alle 23 sulla statale Pontebbana, nei pressi dell'abitato di Ospedaletto di Gemona del Friuli (Udine). Il giovane era a bordo di una Peugeot 205 con altri tre commilitoni quando, per cause imprecisate, l'auto andò a schiantarsi contro un autoarticolato condotto da un cittadino bosniaco di 24 anni, incendiandosi subito dopo. Tutti morti i 4 militari. Il caso è stato archiviato come incidente, ma i familiari di Garro non hanno mai creduto a questa versione ed hanno avviato una battaglia per chiedere verità sulla morte del figlio.
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