Auchan-Conad, chiesta cassa integrazione per oltre 5mila lavoratori

Giovedì 13 Febbraio 2020
Colpo a sorpresa, «una doccia fredda per i sindacati», nel passaggio degli ipermercati da Auchan a Conad. Dal gruppo Margherita arriva la richiesta di cassa integrazione per il 60% della forza lavoro, 5.323 dipendenti su un totale nazionale di 8.873. È quanto emerge dalla comunicazione che il gruppo ha inviato a sindacati e ministero del Lavoro. «Segnali preoccupanti - dice all'agenzia Ansa Cristiano Ardau (UilTucs) in vista dell'incontro di domani a Roma - speriamo solo che si tratti di un passaggio per il rilancio e non dell'anticamera del licenziamento.

La comunicazione, inviata alle federazioni del commercio di Cgil, Cisl e Uil, arriva alla vigilia dell'incontro previsto per il 14 febbraio a Roma per la procedura di mobilità delle sedi precedentemente aperta dall'impresa, il cui confronto sarebbe già stato complicato sia per l'emergenza occupazionale dei lavoratori coinvolti sia perché, diconoo i sindacati, «è evidente che il venir meno delle sedi centrali dell'impresa palesa un rischio imminente per tutti i dipendenti della logistica e per quelli operanti nei punti vendita che non hanno ancora trovato un acquirente nè dentro nè fuori il mondo Conad».

«Si stanno delineando i negozi che passeranno dalla rete Auchan a Conad o ad altri e la richiesta di cig è per dare continuità di reddito nei periodi di ristrutturazione dei negozi, ovvero di cambio insegne e di layout interno». Lo fa sapere Margherita distribuzione a proposito della comunicazione che il gruppo ha inviato a sindacati e ministero del lavoro. «Avvertire che ci sia la possibilità di cig, che riguarderà i lavoratori in tempi diversi e per durate differenti, mano a mano che i negozi faranno il passaggio - spiega Margherita - è un obbligo di legge, in ogni caso in Sardegna non chiuderanno dei negozi. D'altra parte la situazione ha una complessità ulteriore, perché c'è il tema dell'antitrust, dal momento che Auchan e Conad sono i due principali marchi di gdo, quindi si deve fare attenzione a non creare situazioni non corrette». «Queste non sono aperture di mobilità - viene precisato - come invece è accaduto a Milano e in altre sedi organizzative sul territorio». Ultimo aggiornamento: 19:38 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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