Sulle Dolomiti trionfa Chaves. Nibali a 36”, Valverde in crisi. Kruijswijk in maglia rosa

Sabato 21 Maggio 2016 di Francesca Monzone

CORVARA La tappa delle Dolomiti è di Esteven Chaves, il colibrì colombiano bravissimo allo sprint e il nuovo padrone del Giro d'Italia è il sorprendete olandese Steven Kruijwijk. Detronizzato il costaricano Amador che ha resistito una sola notte al comando e autentico terremoto per quanto riguarda la classifica. Il grande sconfitto di questo tappone straordinario, ben 6 GPM, 210 chilometri di salite da Farra a Corvara nella bellissima Alta Badia, è Alejandro Valverde. Lo spagnolo, che rimane quarto, è scivolato a 3'06" dalla maglia rosa nella classifica generale: stamattina aveva un ritardo di 43". Tra lui e Nibali ci sono 2'25". Tanti. Esteban Chaves, uomo della Orica GreenEDGE è un colombiano proprio come Darwin Atapuma che aveva inseguito il sogno di fare sua la tappa. Atapuma è andato al comando, ci è rimasto con altri compagni di fuga, Siutsou, Preidler, ha cercato la soluzione solitaria poco prima del trentesimo chilometro da Corvara ma il suo desiderio si è infranto negli ultimi 2000 metri. E' stato ripreso, ha cercato di resistere ma Chaves lo ha fulminato. Lui, deluso, ha mollato finendo quarto. Decisivo il passo di Valparola. Nibali lì ha cercato di sorprendere tutti, Valverde in particolare. Ha sofferto, ma ha tenuto. L'attacco dello Squalo è arrivato a 26,5 chilometri dall'arrivo. Una spallata, la sua. Ha evitato gli occhi di Valverde, uno scatto al quale solo Kruisjwijk ha saputo resistere mentre il murciano scivolava indietro, in visibile difficoltà. Amador, il compagno di squadra di Valverde era lì, ma non era in grado di aiutare il suo capitano che, alla fine, ha solo cercato di limitare i danni.

Nibali ha avuto il grande aiuto di Scarponi: lo ha guidato benissimo prima di farsi da parte a metà del Valparola. A metà di questo passo, Kruijswijk ha attaccato e il siciliano non ha saputo e potuto reagire. Meglio non rischiare: e anche qui sta l'intelligenza di Nibali. Adesso questo Giro che vede Valverde in difficoltà, Amador che è stato un fuoco di paglia, Uran, Zakarin e Majka non troppo attivi, ha in Nibali l'uomo pronto per sferrare il colpo. Tappa bellissima quella di oggi, essenza del ciclismo, con sei GPM della montagna: Pordoi, la vetta di Bartali e Coppi, passo Sella dove nel '98 Pantani ha indossato la sua prima maglia rosa, poi Gardena, Campolongo, il terribile Giau, quindi il passo di Valparola. Sul Giau, 2236 metri, una cartolina di tutto il Giro, la neve ai bordi della strada, Nibali sognava perché era lui la maglia rosa virtuale mentre Amador arrancava. Il Giro intanto ha perso un altro campione: al 43esimo chilometri si è ritirato il francese Demare, l'ultimo vincitore della Sanremo. Intanto Giovanni Visconti della Movistar, ieri secondo nonostante una caduta in cui ha subito un trauma al torace, oggi è ripartito chiudendo al trentesimo posto.

Domani la cronoscalata
Ci sono 10,9 chilometri da Castelrotto a Alpe di Siusi. Tappa difficile, adatta agli scalatori, da correre con rapporti lunghi.La pendenza media è dell'8,3 per cento. L'Alpe di Siusi misurerà, domani, le energie dei pretendenti alla vittoria finale a Torino.

Arrivo, 14. tappa, Alpago-Corvara, km 210:
1. Chaves (Col/Orica GreenEDGE) 6h06'16", 2. Kruijswijk (Ola/LottoNL
Jumbo) s.t., 3. Preidler (Aut/Giant Alpecin) s.t., 4. Atapuma (Col/BMC) a
6'', 5. Nibali (Ita/Astana) a 37'', 6. Siutsou (Blr/Dimension Data) a
37'', 7. Zakarin (Rus/Katusha) a 2'29'', 8. Majka (Pol/Tinkoff) a 2'29'',
9. Uran (Col/Cannondale) a 2'50'', 10. Pozzovivo (Ita/Ag2r La Mondiale) a
3'00''.

Classifica generale
1. Kruijswijk (Ola/LottoNL Jumbo), 2. Nibali (Ita/Astana) a 41'', 3.
Chaves (Col/Orica GreenEDGE) a 1'32'', 4. Valverde (Spa/Movistar) a
3'06'', 5. Amador (Crc/Movistar) a 3'15'', 6. Majka (Pol/Tinkoff) a
3'29'', 7. Zakarin (Rus/Katusha) a 3'54'', 8. Uran (Col/Cannondale) a
5'01'', 9. Siutsou (Blr/Dimension Data) a 5'38'', 10. Fugslang
(Dan/Astana) a 5'38''.
 

Ultimo aggiornamento: 22 Maggio, 15:32 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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