Ucraina, ucciso cameraman russo: colpito da un proiettile all'addome, aveva 68 anni

Lunedì 30 Giugno 2014
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Ancora sangue nell'est Europa.

Un giornalista della principale rete tv pubblica russa è rimasto ucciso da proiettili nell'est dell'Ucraina, dove stava lavorando a un reportage con dei separatisti filorussi nelle vicinanze di un'unità militare ucraina, nei pressi di Donetsk. Lo rende noto la stessa emittente, Perviy Kanal.

«Questa notte - ha riferito il canale televisivo in un comunicato ripreso dalle agenzie di stampa russe - il nostro collega Anatoly Klyan, cameraman di Channel One è morto a Donetsk. La tragedia è avvenuta nei pressi di una delle unità dell'esercito», dove si trovava per filmare un servizio. «Sul posto - si legge ancora - sono stati sparati improvvisamente dei colpi dalla parte dei militari. Anatoly Klyan è stato colpito mortalmente all'addome. Aveva 68 anni». Il viaggio verso l'unità dell'esercito era stato organizzato dal servizio stampa dell'autoproclamata Repubblica popolare di Donetsk. I giornalisti stavano viaggiando a bordo di un autobus con le madri dei soldati che intendevano chiedere il rientro a casa dei loro figli in servizio. Dopo gli spari, si legge sull'agenzia di stampa Itar-Tass, i giornalisti sono riusciti a raggiungere un autobus e ad allontanarsi di circa 500 metri. Successivamente ci sarebbe stata una nuova sparatoria, in cui è rimasto ferito Klyan. L'uomo è stato trasportato in ospedale dai suoi colleghi, ma è deceduto per le gravi ferite riportate.

Ultimo aggiornamento: 1 Luglio, 10:20 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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