CBRE Italy: l’ufficio è l’asset class del futuro

CBRE Italy: l ufficio è l asset class del futuro
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Mercoledì 17 Marzo 2021, 12:00 - Ultimo aggiornamento: 30 Marzo, 13:00

“L’ufficio è il luogo chiave per favorire la connessione sociale, il luogo dove si esprime la cultura di un’azienda, dove si genera innovazione” ne parla in un suo articolo Alberto Cominelli, Head of Project Management CBRE Italy (leader al mondo nella consulenza immobiliare)

Ci troviamo di fronte a un cambiamento epocale che vedrà lo spazio di lavoro come protagonista.  Negli ultimi dieci anni, l’ufficio si è evoluto verso un modello che ha fatto della flessibilità il suo punto di forza: il modello organizzativo agile, declinato nello smart working a livello gestionale e nell’activity based working a livello spaziale, ha infatti letteralmente soppiantato quello tradizionale fatto di controllo, orari fissi e postazioni assegnate. Questo fenomeno è stato esponenzialmente accelerato dalla pandemia Covid-19, che ha portato a un balzo in avanti di almeno 5 anni.

Secondo Alberto CominelliHead of Project Management CBRE Italy, per capire come si evolverà lo spazio di lavoro, dobbiamo prima esaminare come si evolverà la forza lavoro. A tal proposito abbiamo individuato 3 fenomeni:

PRIMO: LE GENERAZIONI. Entro il 2030, per la prima volta nella storia, lavoreranno insieme 5 generazioni e ogni generazione avrà esigenze diverse. La generazione Z, quella dei nati dal ’97 in poi, rappresenterà il 30% della forza lavoro e sarà affiancata da nuovi colleghi digitali, le intelligenze artificiali. E proprio la generazione Z sarà quella che più di altre avrà la necessità di utilizzare di l’ufficio come luogo di lavoro per diverse ragioni: perché vorrà interagire coi propri colleghi, perché dovrà confrontarsi con i propri responsabili, perché vivrà in appartamenti piccoli, magari condivisi con altre persone, e non avrà spazi adeguati per lavorare. Lo spazio di lavoro non potrà quindi non tenere in considerazione le esigenze di flessibilità delle nuove generazioni.

SECONDO: I PICCHI OCCUPAZIONALI. Dal CBRE Italy Occupier Survey 2021 è emerso che le aziende hanno intenzione di implementare le proprie politiche di smart working, estendendo la possibilità di fruire di questa modalità di lavoro a due o tre giorni alla settimana e, di conseguenza, ridurre postazioni di lavoro e superficie occupata. Ma come si concilia questa riduzione con la gestione dei picchi occupazionali? Proviamo ad analizzare l’andamento dell’occupazione in una settimana lavorativa. Abbiamo identificato due possibili scenari. Il primo scenario –rappresentato dalla curva gialla – prevede turni fissi e ne deriva una distribuzione omogenea dell’occupazione, il secondo scenario invece – la curva blu – prevede di lasciare alle persone libertà di scelta su quando andare in ufficio e genera automaticamente un picco occupazionale nei giorni centrali della settimana. Il primo scenario, pur consentendo una riduzione della superficie, contrasta con il concetto di smartworking che si basa proprio sulla libertà di scegliere dove e quando lavorare. Ma se il futuro è la flessibilità del lavoro, allora un’azienda dovrà optare per uno scenario che garantisca la flessibilità e quindi mantenere una superficie adeguata per gestire i picchi occupazionali.

TERZO: L’IMPORTANZA DELLA CONNESSIONE SOCIALE. Il futuro sarà in mano alle aziende che saranno in grado di favorire e stimolare la creatività delle persone per creare innovazione e plasmare la realtà, perché i lavori ripetitivi saranno svolti dalle intelligenze artificiali. Come possono persone che non si incontrano fisicamente plasmare la realtà e creare innovazione? Prendiamo a mo’ di esempio un oggetto che ognuno di noi possiede: lo smartphone. È nato grazie al lavoro di centinaia di ingegneri che hanno progettato e ideato software e hardware lavorando a stretto contatto fra loro. Sarebbe possibile inventare qualcosa di simile lavorando in remoto? Sarebbe possibile creare innovazione comunicando solo attraverso strumenti di videoconference?

In recenti articoli pubblicati su riviste scientifiche, gli scienziati hanno evidenziato che l’interazione prolungata attraverso videoconferenza diminuisce le nostre capacità cognitive e genera fatica mentale. Questo fenomeno è stato denominato Zoom Fatigue.

L’uomo si è evoluto per milioni di anni interagendo fisicamente coi propri simili. Una ricerca del MIT di Boston ribadisce che gli esseri umani sono programmati per dare e contribuire gli uni agli altri e l’ufficio è il luogo chiave per favorire la connessione sociale, il luogo dove si esprime la cultura di un’azienda, dove si genera innovazione. Per questo motivo e grazie a questo suo nuovo ruolo, sarà di certo l’asset class del futuro.

Alberto Cominelli

Head of Project Management CBRE Italy

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