Frosinone, l’astensionismo avanza: l’affluenza crolla di dodici punti. Tre eletti, attesa per il proporzionale

Frosinone, l’astensionismo avanza: l’affluenza crolla di dodici punti. Tre eletti, attesa per il proporzionale
di Stefano De Angelis
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Lunedì 26 Settembre 2022, 15:34 - Ultimo aggiornamento: 28 Settembre, 17:40

Netto crollo dei votanti di oltre dieci punti e centrodestra avanti nello spoglio. Soltanto il 63 per cento degli elettori della Ciociaria (alle urne non sono andati circa 137mila ciociari) risponde presente alla chiamata elettorale e ridà piena fiducia al centrodestra, eleggendo in Parlamento i due senatori uscenti, Massimo Ruspandini (FdI) e Claudio Fazzone (FI), e l’ex sindaco del capoluogo, Nicola Ottaviani (Lega). I primi due per la seconda volta consecutiva, mentre per il terzo, coordinatore ciociaro del partito di Salvini, si tratta del debutto a Montecitorio. Un po’ attardato il centrosinistra a guida Pd e già oggi è partita la fase di riflessione per analizzare lo scenario.

La lunga notte dei verdetti è iniziata intorno alle 23.30, quando nelle 498 sezioni allestite nei 91 comuni ciociari sono state tirate fuori le schede dalle urne. Erano due: quella gialla per il Senato e quella rosa per la Camera. Nei centri più piccoli le operazioni sono state concluse nel giro di poche ore, mentre in quelli medi e grandi c’è voluto un po’ di più. Qualche coda si è registrata in mattinata in qualche seggio delle città, ma la giornata, tranne la pioggia battente, è scivolata via senza intoppi.

La provincia di Frosinone, dunque, ha saputo da quanti e quali onorevoli sarà rappresentata nei prossimi cinque anni. Saranno almeno tre, cioè i vincitori delle sfide negli altrettanti collegi uninominali (in cui ha staccato il pass chi ha preso anche un solo voto in più). Per questa tornata erano due per la Camera, quello denominato Frosinone-Sora e quello interprovinciale Terracina-Cassino, e uno unico, Frosinone-Latina, per il Senato. Oltre alla nuova geografia delle circoscrizioni, l’altra novità è stata quella che ha visto votare per la prima volta i diciottenni per Palazzo Madama (prima c’era il limite minimo dei 25 anni di età). Per gli eventuali seggi da attribuire con il sistema plurinominale, cioè con il proporzionale, ci vorrà, invece, qualche giorno. Solo allora si potrà stilare un bilancio definitivo sul peso della Ciociaria, in termini numerici, nelle aule del Parlamento.
Nel frattempo, rispetto a cinque anni fa, si è registrata l’avanzata dell’astensionismo. L’affluenza ha fatto registrare un crollo che, stando ai dati parziali (87 comuni su 91) si aggira sul 12 per cento. In provincia, su 383.714 elettori (di cui 196.926 donne e 186.788 uomini), a chiusura delle urne è stata pari al 63,16 per cento per Senato e Camera, mentre nel 2018 aveva toccato il 75 per cento. Il record di votanti si è registrato a Sant’Ambrogio sul Garigliano (83,79) dove è sindaco uno degli aspiranti parlamentari, poi a Falvaterra (75) e a Posta Fibreno (73), anche qui il primo cittadino era candidato. Nel capoluogo, invece, la percentuale ha raggiunto il 64, a Cassino il 61, ad Alatri il 66 e a Sora il 63.

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