Automotive, rassicurazioni nel vertice: all'orizzonte il Grecale e una nuova fabbrica per l'elettrico

Automotive, rassicurazioni nel vertice: all'orizzonte il Grecale e una nuova fabbrica per l'elettrico
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Martedì 12 Ottobre 2021, 09:30 - Ultimo aggiornamento: 22:52

Rassicurazioni di Fca-Stellantis sul futuro produttivo degli stabilimenti automobilistici italiani sono arrivate ieri dal gruppo italo-francese al vertice di Roma al ministero dello Sviluppo economico con i ministri Giorgetti e Orlando, azienda e sindacati sulla crisi dell’automotive. Il gruppo Stellantis ha confermato il lancio dei modelli previsti nel 2022, nonostante la crisi dei microchip. Arriveranno il Grecale, che viene prodotto a Cassino e sarà presentato il 16 novembre, e il Tonale che sarà prodotto a Pomigliano da marzo 2022. «È un altro forte segnale positivo dell’impegno di Stellantis in Italia, con una collaborazione ancora più costruttiva che l’azienda ha da tempo avviato con il governo e con tutte le organizzazioni sindacali con cui si confronta periodicamente». Lo sottolinea Stellantis in una nota dopo l’incontro al Mise. «Stellantis - si legge - sta lavorando con determinazione e velocità per anticipare e supportare la transizione energetica di tutti i suoi siti industriali italiani, con l’obiettivo di garantirne la sostenibilità attraverso il miglioramento delle loro performance e per far giocare al Paese un ruolo strategico tra i principali mercati domestici del Gruppo».

I SINDACATI
Non sono mancate le reazioni dei sindacati. Rocco Palombella, segretario generale della Uilm, e Gianluca Ficco, segretario nazionale responsabile del settore auto, hanno detto che «il tavolo ministeriale con Stellantis deve proseguire fino alla definizione di una missione produttiva per tutti gli stabilimenti italiani. Il ruolo del Governo, non solo di garante ma anche di supporto, è fondamentale, giacché ci troviamo in un momento cruciale e difficilissimo». Stellantis ha ribadito «il grande apprezzamento per la prosecuzione di questo dialogo produttivo e costruttivo, con l’obiettivo di costruire assieme a tutte le parti sociali le condizioni per garantire un futuro competitivo per Stellantis e per i suoi dipendenti». Roberto Di Maulo, segretario generale della Fismic Confsal, osserva: «Molto importante che questo tavolo faccia da presidio e accompagni l’azienda in questo periodo di transizione. I lavoratori hanno un alto tasso di demotivazione come riscontrato dal grande numero di richiesta di uscita. Al ministro Orlando chiediamo al tavolo degli ammortizzatori sociali di non tenere conto del contatore dei limiti della cassa integrazione per la causale di carenza di microchip. Al ministro Giorgetti chiediamo di mantenere gli incentivi e accelerare la costruzione della rete di distribuzione elettrica in autostrada e in città e della distribuzione di idrogeno».

A Cassino la fabbrica di batterie al litio per veicoli elettrici verrà costruita da un’azienda del gruppo Fincantieri per una spesa di 25 milioni di euro nell’area industriale. Per la Fim Cisl il futuro piano industriale di Stellantis dovrà prevedere per lo stabilimento di Cassino un forte investimento in nuovi prodotti multimarca del settore premium.

«Abbiamo compreso - affermano il segretario generale Fim-Cisl Roberto Benaglia e il segretario nazionale Fim-Cisl Ferdinando Uliano - che da parte di Stellantis c’è una definizione in progressione del piano industriale che dovrà caratterizzare gli investimenti entro il 2024. Ribadiamo che per la situazione dei semiconduttori è fondamentale che il nostro paese non soffra più di altri».

Critici Francesca Re David, segretaria generale Fiom-Cgil, e Michele De Palma, segretario nazionale Fiom-Cgil: «La Fiom ha un giudizio negativo dell’incontro per la mancanza di un piano strategico per i lavoratori. La Fiom ha chiesto di cambiare il metodo del confronto: non è accettabile incontrarsi per essere informati delle scelte aziendali stabilimento per stabilimento. Chiediamo al Governo un confronto con Stellantis sul piano industriale nazionale garantendo l’occupazione e il pieno utilizzo degli impianti».

D. Tor.

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