La figlia del brigadiere Tuzi: «Auguri papà, la verità verrà a galla»

La figlia del brigadiere Tuzi: «Auguri papà, la verità verrà a galla»
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Martedì 9 Novembre 2021, 15:44 - Ultimo aggiornamento: 11 Novembre, 01:30

«Mai più bugie, mai più fango su mio padre». Parole forti, cariche di affetto e protezione, ma anche di orgoglio. Sono quelle arrivate ieri dalla figlia del brigadiere Santino Tuzi nel giorno del compleanno del carabiniere, il 73esimo.

L’uomo è morto suicida nel 2008 dopo aver rivelato ai pm di aver visto Serena Mollicone entrare in caserma nel 2001. La sua è stata una testimonianza decisiva per le indagini sul giallo di Arce.

Proprio ieri la figlia Maria, che si è sempre battuta per avere giustizia per suo padre tanto da chiedere e ottenere la riapertura delle indagini, ha affidato alla sua pagina social un toccante messaggio di auguri. Un gesto di amore sconfinato. «Papà, oggi è il tuo compleanno e io volevo farti gli auguri», ha scritto Maria postando una foto della sua prima comunione. «Non ti ho mai fatto gli auguri pubblicamente - ha aggiunto - ma in questo periodo ho sentito tante cose brutte su di te, qualcuno ha addirittura detto che non eri degno di indossare la divisa, cosa che mi ha fatto veramente stare male perché tu non potevi fare altro lavoro se non il carabiniere. Ma puoi stare sereno, perché poi ricevo messaggi da persone che ti hanno conosciuto e che hanno solo belle parole per te. Tranquillo papà ci vuole ancora un po’ di tempo ma la verità verrà a galla, ed io lotterò sempre perché il tuo nome non venga più infangato da bugie. Mi manchi tantissimo».

La figlia Maria, tramite l’avvocato Elisa Castellucci, è parte civile nel processo per l’omicidio di Serena in corso dinanzi alla Corte d’assise di Cassino. Durante le ultime tre udienze è stata trattata e approfondita la testimonianza choc rilasciata ai pm nel 2008, quando parlò dell’ingresso di Serena la mattina del primo giugno nella caserma di Arce, dove per la Procura è stata assassinata. «Santino era turbato dopo ogni interrogatorio», hanno affermato alcuni colleghi. Ripercorse anche le fasi drammatiche della mattina dell’11 aprile 2008, quando si consumò la tragedia, con il ritrovamento del corpo senza vita del brigadiere con un colpo partito dalla sua arma di ordinanza. Ma nel corso dell’ultima udienza, quella di venerdì scorso, per una questione procedurale è stata esclusa la testimonianza dell’ex comandante di Tuzi, il luogotenente Gabriele Tersigni. Per la Procura Tersigni è l’unico depositario delle confidenze di Tuzi dopo gli interrogatori. Ora, però, quelle confidenze non sono nel processo. Recentemente è stata ascoltata anche la moglie di Tuzi, ha ribadito di “non credere al suicidio” del marito.
Vi. Ca.

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