La storia di un giovane frusinate, Giammarco Turriziani Colonna, ricercatore di fisica in Texas, premiato per il suo talento nello skate da una fondazione americana e finito tra le colonne di "Thrasher Magazine"

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Giovedì 10 Settembre 2020, 08:33 - Ultimo aggiornamento: 11 Settembre, 15:28

Dal liceo scientifico “Francesco Severi” alla Texas Tech University. Dall'ombra del Campanile che bacia il Polivalente alle pagine di “Thrasher”, la più importante rivista di skateboard nel mondo. Questa è la vicenda che tocca Giammarco Turriziani Colonna, per gli amici "Frugo", eccellenza frusinate, componente della crew di skater “La Banda della Maiala”, da più di tre anni ricercatore in Fisica nell'università americana.
La ricerca delle stelle
Giammarco, ventisettenne frusinate, vive a Lubbock, in Texas. Arrivato per cimentarsi in un dottorato quinquennale in Fisica. Diploma al liceo scientifico di Frosinone, laurea magistrale alla Sapienza e poi l’areo preso per gli Usa. «Lavoro nella Texas Tech University – racconta Giammarco- Sono lì per un progetto che si basa sullo studio delle stelle di neutroni, una tipologia di cui non si sa molto. Il primo anno e mezzo all'Università sono stato anche assistente di un professore, ho tenuto laboratori e qualche lezione». Sul percorso intrapreso dopo la laurea, spiega: «Quando ho finito la laurea magistrale, ho cercato professori che studiassero questo tipo di stelle. Sono molto pochi nel mondo e ne ho trovato uno in Texas. Ci siamo messi in contatto e, alla fine, mi hanno preso per lavorare lì. Andare a vivere in un ambiente diverso è stato molto stimolante. Nell'Università si è esposti a tante culture differenti perché ci sono persone da tutto il mondo. Con il tempo, inizio ad apprezzare un po' di meno la cosa. Adesso mi manca, più o meno, un anno e mezzo, prima di terminare la ricerca, ma col Covid, forse slitterà di qualche altro mese».
La banda della Maiala
Oltre che un’eccellenza accademica, Giammarco è anche un esperto ed abile skater, componente della crew frusinate “La Banda della Maiala”. Grazie anche a questo suo talento, è finito tra le pagine di “Thrasher Magazine” e si è aggiudicato, insieme ad altre 8 persone, un importante premio istituito dalla fondazione College Skateboarding Educational Foundation. «Quest’associazione – spiega Giammarco - promuove, con varie iniziative, lo studio universitario per gli skater. In Usa, più che in Italia, spesso i ragazzi che si cimentano in questa disciplina sono persone che, di solito, non studiano. Quindi, hanno imbastito un premio per gli skater che, però, vanno anche all'Università». Per partecipare al premio, è stato necessario inviare, oltre che la documentazione accademica, anche ciò che attiene alla sua vita da skater. E così, il Polivalente è diventato lo scenario perfetto: «Oltre che nel ramo dello studio, bisognava mostrare anche quanto fatto nello skate. Per questo, ho inviato i video realizzati qui a Frosinone con la mia crew, “La Banda della Maiala”, al Polivalente, dove da tantissimi anni facciamo skate e costruiamo oggetti, per fare in modo che anche gli alti ragazzi possano skateare al meglio. Anche in Texas- spiega- sono entrato a contatto con un’altra crew, “The Depot Diy. C’è un posto fuori città abbandonato che abbiamo riqualificato e in cui abbiamo costruito diversi oggetti in cemento». Per aver vinto il premio della fondazione Csef, Giammarco è anche approdato tra le colonne di "Thrasher Magazine", rivista e sito di skate più importante al mondo: «È stata una grandissima sorpresa apparire su quel magazine e vincere il premio. Soprattutto il constatare che quello che faccio, per passione, con lo skate sia stato apprezzato da persone che se ne intendono». Sulle diversità tra Frosinone e Lubbock nel vivere lo skate e gli spazi pubblici, Giammarco spiega: «Qui a Frosinone, non essendoci un posto adatto, siamo quasi costretti a fare gruppo per tenerci il Polivalente. In Texas, nella città in cui vivo che è molto più grande, ci sono veri e propri skatepark pubblici e, quindi, si fa meno gruppo perché sei libero di andare, ogni giorno, dove vuoi».
Matteo Ferazzoli

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