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Cassino, omicidio di Gabriel: la madre capace
di intendere e di volere

Cassino, omicidio di Gabriel: la madre capace di intendere e di volere
di Vincenzo Caramadre
1 Minuto di Lettura
Giovedì 10 Settembre 2020, 08:30 - Ultimo aggiornamento: 11 Settembre, 12:54

Donatella di Bona, la madre del piccolo Gabriel Feroleto di appena 26 mesi assassinato lo scorso anno a Piedimonte San Germano, al momento del fatto era capace di intendere e di volere.
È stata depositata nelle scorse ore l’attesa perizia psichiatrica disposta dal Gip del Tribunale di Cassino, il dottor Domenico Di Croce, nell’ambito del processo che si sta svolgendo con il rito abbreviato.
Alla donna, rea confessa dell’omicidio del figlio, è stato riscontrata una limitazione di tipo cognitivo, ma tale da non far scemare la sua capacità di intendere e di volere. Dunque Donatella Di Bona può affrontare il giudizio per omicidio volontario aggravato.

A chiedere la perizia psichiatrica erano stati i suoi legali, gli avvocati Lorenzo Prospero e Chiara Cucchi i quali nell’avanzare la richiesta di rito abbreviato per la loro assistita lo hanno condizionato proprio all’accertamento di tipo medico legale. Il processo nei suoi confronti riprenderà il 15 settembre prossimo quando in aula verrà discussa la perizia che si è svolta nel carcere romano di Rebibbia, dov’è rinchiusa dallo scorso anno.
Ma, come noto, Donatella Di Bona non è l’unica imputata. A processo, con rito ordinario, dinanzi alla Corte d’Assise del Tribunale di Cassino, è finito anche Nicola Feroleto (assistito dall’avvocato Luigi D’Anna), padre del piccolo Gabriel. La nuova udienza ci sarà domani, nella quale compariranno diversi testimoni. 

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