L'avvocatessa Marilena Colagiacomo aggredita e minacciata al termine di un'udienza

Marilena Colagiacomo
di Marina Mingarelli
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Mercoledì 30 Marzo 2022, 10:13 - Ultimo aggiornamento: 10:14

«Sono stata aggredita in tribunale da un uomo che aveva perso il figlio in ospedale dopo quattro giorni dalla nascita. E se non è riuscito a mettermi le mani addosso è soltanto perché un carabiniere si è frapposto fra me e lui facendomi da scudo. Se in quel momento non ci fosse stato il militare sicuramente mi avrebbe picchiata». A parlare è l'avvocatessa Marilena Colagiacomo che ieri mattina si trovava all'interno del palazzo di giustizia di Cassino perché la sua assistita, una infermiera del SS . Trinità di Sora, a seguito del decesso di quel bimbo, era accusata di omessa sorveglianza.

Nel corso dell'udienza preliminare, l'intera equipe del nosocomio sorano composta da due ginecologi, due neonatologi e due pediatri, è finita sotto processo per l'ipotesi di reato di omicidio colposo. Per le due infermiere (tra questa l'assistita del legale Colagiacomo) c'era stata una opposizione alla richiesta di archiviazione. Ieri dopo l'escussione dei difensori il magistrato si è riservato la decisione. Fuori dall'aula che il padre del neonato morto, un professionista che risiede a Strangolagalli, ha aggredito l'avvocatessa. A suo dire in quanto donna e madre non avrebbe dovuto prendere le difese dell'indagata.

«Quella persona - ha riferito Colagiacomo - dicendomi Sei una mamma e una donna, dovevi farlo fare a lui (il collega che difende l'altra infermiera) ha fatto una discriminazione di genere. Non ti preoccupare, mi ha detto dopo, ti verrò a cercare». Il legale è stata scortato fino alla sua vettura. Adesso sta meditando di far scattare una denuncia.

LA SOLIDARIETÀ

Lo stesso avvocato Edoardo Cacace, che rappresenta i genitori del neonato morto, ha espresso il dissenso nei confronti del proprio assistito. «Non appena vedrò la collegami scuserò per conto del mio assistito - ha detto Cacace - Con tutto il rispetto per il dolore che ha provato per la perdita del suo bambino, non doveva assolutamente comportarsi in questo modo».

Anche il Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Frosinone, tramite il presidente Vincenzo Galassi, ha voluto esprime solidarietà all'avvocato Colagiacomo, «Il gesto sconsiderato rappresenta, purtroppo, l'emblema di un modo distorto di percepire il delicato ruolo che, quotidianamente, gli avvocati sono chiamati a svolgere - commenta Galassi - Il Consiglio condanna ogni forma di violenza: non è ammissibile, né giustificabile alcuna forma di aggressione fisica o verbale nei confronti dei colleghi, dal momento che l'avvocato rappresenta l'ultimo baluardo in difesa dei diritti di tutti i cittadini, anche degli ultimi e dei più disperati. Massima solidarietà, quindi, alla collega Marilena Colagiacomo».
 

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