Datagate, Zuckerberg al Parlamento europeo: «Via i bulli da Facebook»

Mark Zuckerberg, ad di Facebook, torna sul caso Datagate, questa volta al Parlamento europeo, dove è in corso una riunione con il presidente Antonio Tajani e alcuni eurodeputati. «È chiaro che non abbiamo fatto abbastanza per evitare che i nostri strumenti non creassero danni. Ci scusiamo per gli errori commessi, ci vorrà del tempo ma sono impegnato per impedire che si ripeta», ha ribadito sul caso Datagate. «Nel 2016 eravamo troppo lenti per identificare le interferenze russe nelle elezioni Usa, ma ora siamo più preparati per far fronte ad attacchi con Fake news - ha aggiunto - Stiamo collaborando con i governi per migliorare la sicurezza dell'informazione».

Zuckerberg si è poi soffermato sul bullismo online, il qualwe, insieme a «hate speech ed il terrorismo non deve avere alcun spazio su Facebook, certo dobbiamo migliorare la nostra strategia - ha spiegato - Sul terrorismo, i nostri sistemi possono segnalarci il 99% di tali contenuti, ad esempio di Isis ed al Qaeda, per poi rimuoverli», ha aggiunto precisando che si stanno creando degli strumenti di intelligenza artificiale per monitorare il web.


«La democrazia non deve e non può essere trasformata in un'operazione di marketing, in cui chi si impossessa dei nostri dati acquisisce un vantaggio politico - ha ribadito il presidente dell'Europarlamento Tajani - Vi è il rischio che alcuni partiti o, persino potenze straniere, utilizzino indebitamente questi dati per alterare i risultati elettorali nel loro interesse».

Alla riunione prendono parte anche il presidente e il relatore della Commissione parlamentare sulle Libertà civili, la giustizia e gli affari interni. Per la prima volta, la Conferenza dei presidenti viene trasmetta in diretta e accessibile anche in streaming.

 


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Martedì 22 Maggio 2018 - Ultimo aggiornamento: 24-05-2018 15:03

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3 di 3 commenti presenti
2018-05-23 09:05:24
Quindi Zuckerberg anziché spiegare e pagare come è perché i dati di milioni di utenti non sono stati protetti da facebook è venuto a dirci che si arroga il diritto di censurarne i contenuti che a suo insindacabile avviso sarebero "hate speech" o "fake news"... Una colossale presa per i fondelli !
2018-05-22 19:27:14
Tutta questa storia è bella da ridere: " siamo stati lenti nel 2016", "faremo di più nel futuro", " mi impegno". Intanto non hanno portato PROVE della eventuale influenza sugli elettori delle fake news, che ancora non è chiaro quali siano state. Se, però, è vero che ha guadagnato MILIARDONI con uno strumento pericoloso, atto a diffondere notizie false e/o tendenziose, come mai nessun PM, negli USA o in Europa lo ha indagato? Può cavarsela dicendo: " sape', me so' sbajato, scusate tanto"? Paolo Diamante Roma
2018-05-22 21:50:30
Non è tanto strano che le varie magistrature non siano mai intervenute, specialmente quelle europee e neppure i grandi pensatori che dettano legge nella UE. Zuckerberg (Facebook e Whatsup), al pari del defunto Jobs (Apple), Gates e Allen (Microsoft), Bezos (Amazon), Thiel (PayPal) e molti altri ultra miliardari, difficilmente vengono toccati e tanto meno tassati come sarebbe logico che fosse. Regimi fiscali accomodanti per loro, sfruttamento del personale nei paesi terzi dove hanno molte filiali produttive eccetera. Al paragone, Al Capone e Lucky Luciano erano quasi delle brave persone. E presi e processati per le loro malefatte, loro sono stati condannati e messi in galera. Quelli che ho citato sopra, e altri come loro che non sto a elencare, meriterebbero due ergastoli ciascuno, senza prendersi l' incomodo di fare dei processi.
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