Quirinale, l'appello di Letta evoca il primo conclave del 1268 durato quasi tre anni

Quirinale, l'appello di Letta evoca il primo conclave del 1268 durato quasi tre anni
di Franca Giansoldati
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Mercoledì 26 Gennaio 2022, 10:24 - Ultimo aggiornamento: 10:26

Lo stallo al Quirinale, l'indecisione, i veti incrociati ma soprattutto le parole di Enrico Letta «Dobbiamo rinchiuderci in una stanza a pane e acqua finché non si trova una soluzione, il Paese non può aspettare», evocando quasi la modalità di un conclave fanno venire in mente il più lungo conclave della storia e anche il primo che introdusse la modalità del rinchiudere in un palazzo i cardinali elettori fintanto non fossero arrivati ad una decisione (cum clave, chiusi a chiave).

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Tre anni per eleggere Gregorio X

Otto secoli fa dopo ben 1006 giorni di sede vacante, fu finalmente eletto Gregorio X a Viterbo. All'epoca le grandi famiglie e le grandi potenze europee, soprattutto i francesi, volevano imporre un loro candidato. Dopo la morte di Clemente IV lo stallo fu totale. Per ovviare ai veti incrociati e ai litigi dei cardinali il popolo decise di rinchiuderli nel palazzo di Viterbo e per mettere loro fretta fu persino scoperchiato un pezzo di soffitto, in modo che non potessero godere di troppi agi e iniziarono anche a razionare il cibo. L'allora capitano del popolo Raniero Gatti e il podestà Alberto di Montebuono motivarono la decisione di scoperchiare il tetto affermando che in quel modo lo Spirito Santo sarebbe entrato più facilmente tra i cardinali elettori. Alla fine trovarono l’accordo per l’elezione di Papa Gregorio X.

 Alla morte di Clemente IV, il 29 settembre del 1268, i cardinali erano 17 e divisi in due partiti, 7 o 8 filofrancesi e filoangioini, o guelfi, e una decina, due dei quali morirono durante il conclave, filotedeschi, o ghibellini. I cardinali erano ulteriormente divisi per ragioni diverse, da quelle famigliari ad altre più personali, in almeno quattro fazioni, il che rendeva assolutamente difficile un qualsiasi accordo, che richiedeva comunque una maggioranza di due terzi degli elettori. 

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