Sassoli, l'addio del Parlamento europeo: vicina l'intesa su Roberta Metsola nuovo presidente

Sassoli, Letta: «David colse il punto centrale dell'identità europea». Macron: « La sua visione è larga quanto un continente»
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Lunedì 17 Gennaio 2022, 19:20 - Ultimo aggiornamento: 18 Gennaio, 16:05

Nel segno di David Sassoli il Parlamento Ue si avvia a grandi passi verso l'intesa su Roberta Metsola come nuova presidente, scegliendo così la stabilità della maggioranza Ursula. L'accordo tra socialdemocratici, popolari e liberali è arrivato proprio mentre l'Aula si riempiva di personalità europee per la cerimonia di commemorazione di David Sassoli. Un omaggio commosso, nel quale il segretario del Pd Enrico Letta ha sottolineato la «grande eredità» lasciata dall'ex presidente dell'Europarlamento, quella di un'Europa «fatta di anime, cuori, abbracci, sorrisi e non solo di direttive, istituzioni, acronimi».

Letta ricorda David Sassoli: «Sapeva guardare alla sostanza delle cose»

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Macron

Una fotografia dell'ex volto del Tg1 ha campeggiato fino a tarda sera all'ingresso dell'emiciclo a Strasburgo. Dentro, gli eurodeputati di S&D hanno scelto di ricordare il loro collega con una rosa bianca, simbolo del suo impegno giovanile nel movimento anti-nazista Weiss Rose. Ed una rosa bianca teneva tra le mani anche Ursula von der Leyen, che ha ricordato Sassoli solo su twitter perché costretta a rientrare a Bruxelles dopo la notizia della positività del suo autista. A rendere omaggio a Sassoli sono giunti il premier Mario Draghi e il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, il presidente del Consiglio Ue Charles Michel e il presidente della Repubblica francese Emmanuel Macron, oltre ai capi di governo di diversi Paesi europei. Tutti stretti in un abbraccio anche ai familiari dell'ex presidente, presenti nell'emiciclo. Un omaggio trasversale, quello per Sassoli sulle cui battaglie Letta si è soffermato a lungo. Ma nella commemorazione è entrata anche la partita del Quirinale. Del resto, a Strasburgo sono giunti alcuni dei principali protagonisti del rebus che, da qui alla fine gennaio, terrà la politica con il fiato sospeso. 

Il discorso di Enrico Letta

E, al termine della cerimonia, Letta e il coordinatore di Fi Antonio Tajani si sono intrattenuti in un breve colloquio che potrebbe aver avuto il Colle come tema cardine. Il leader del Pd ha inserito la questione quirinalizia direttamente nel suo intervento, rivelando come, un mese fa, avesse sondato la disponibilità di Sassoli. «Io registrai il suo sorriso e una frase che tengo nel mio cuore», ha raccontato Letta, sottolineando subito dopo: «La lezione è che la politica deve sapere guardare oltre: oltre l'apparenza e l'immediatezza. E fare scelte coraggiose. Perché quella scelta che appare ovvia ai più, oggi che David non c'è più, ieri non lo appariva ma ora è tardi». E quell'unità che Letta ha chiesto alla politica italiana nel segno di Sassoli potrebbe portare ad una rapida elezione di Metsola alla guida dell'Assemblea. «Abbiamo raggiunto un accordo con i gruppi Ppe e Renew per garantire una maggioranza stabile fino alle elezioni del 2024», ha annunciato nel pomeriggio S&D, che potrebbe ottenere 5 vice presidenze e un cambio alla segreteria generale del Pe (nelle mani del popolare Klaus Welle) come corollario. I frondisti interni a S&D e ai liberali, contro Metsola per alcune sue posizioni considerate ultra-conservatrici, come sull'aborto - sembrano così essere stati disarmati da un documento programmatico che la maggioranza stilerà per circoscrivere l'azione della maltese su alcune priorità: dallo stato di diritto alle regole fiscali, dalla dimensione sociale dell'Ue ai diritti delle donne. Anche il quadro delle vicepresidenze sembra delinearsi per i grandi gruppi (il Ppe corre verso tre posti, come Renew) mentre in bilico la conferma di Fabio Massimo Castaldo del M5S e l'ingresso del lettone Robert Zile, dei Conservatori e Riformisti. A correre contro Metsola saranno la svedese dei Verdi Alice Bah Kuhnke (considerata la vera outsider), il polacco Kosma Zlotowski per Ecr e la spagnola Sira Rego per la sinistra. Ma il pericolo 'franchi tiratorì, per Metsola, sembra ormai scampato.

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