Salvini va da Berlusconi e prova a isolare la Meloni. Ira FdI: «Matteo sbanda»

Il Cav era stato proprio oggi dal San Raffaele di Milano dopo un ricovero di 8 giorni

Salvini va da Berlusconi e prova a isolare la Meloni. Ira FdI: «Matteo sbanda»
di Barbara Acquaviti
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Lunedì 31 Gennaio 2022, 19:32 - Ultimo aggiornamento: 1 Febbraio, 10:46

Almeno un ponte Matteo Salvini prova a ricostruirlo quando alle 17.30 varca il portone di Arcore. Una visita di cortesia a Silvio Berlusconi tornato a casa dopo otto giorni di ricovero. Ma soprattutto un colloquio chiarificatore dopo lo scontro sulla sua gestione rocambolesca della partita del Quirinale che ha mandato in frantumi il centrodestra. Due ore di faccia a faccia certo non possono bastare a rimettere insieme i cocci, ma aiutano a salvare le apparenze. E forse, a cercare di isolare Giorgia Meloni. C'era da sciogliere il gelo che era calato tra i due dopo la decisione di Matteo Salvini di sposare la candidatura di Elisabetta Belloni. Da allora i rapporti si erano interrotti. Fino a ieri. Alla fine fonti di entrambi i partiti parlano di «visita affettuosa» e di «vicinanza umana e politica». Si ragiona anche della proposta di federazione (sul modello del partito Repubblicano americano) avanzata sul Giornale dal leader leghista che oggi sarà discussa nella riunione del consiglio federale in programma a via Bellerio.

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Il fronte interno

Matteo Salvini ha un fronte aperto anche nel suo partito, deve contrastare due spinte: quella dei draghiani (ministri e governatori in primis) e quella di chi non ha gradito la scelta di votare Mattarella. Ma difficilmente l'appuntamento sarà un momento della verità per il segretario: il consiglio federale è per lo più fatto di fedelissimi e, anzi, Salvini tende a convocarlo proprio quando ha bisogno di sopire la fronda interna. Il progetto della federazione serve anche a questo. «Un'idea che Berlusconi aveva lanciato tempo fa», recita la nota finale. Un fatto indiscutibile, il leader di Forza Italia da mesi parla della necessità di costruire un partito repubblicano sul modello statunitense, qualcosa da lasciare come eredità politica. Eppure, per tutto il giorno i pochi commenti che arrivano alla proposta da parte di esponenti azzurri sono a metà tra l'infastidito e il tentativo di mandare la palla in tribuna. E questo perché, prima dell'incontro ad Arcore, l'umore di Silvio Berlusconi era di profonda irritazione, non soltanto con Matteo Salvini ma anche con Giorgia Meloni. Per tutto il giorno l'ordine di scuderia impartito ai suoi è stato «basta con il centrodestra, noi siamo il centro».

L'incontro tra i due in parte stempera questo clima. E qualche forzista si sbilancia: «La federazione? La propose Berlusconi nel 2015», chiosa Giorgio Mulè. Il leader della Lega insiste sulla necessità di fare asse comune anche per pesare nelle dinamiche di governo, a maggior ragione adesso che tutti si aspettano che Mario Draghi mandi in soffitta la pazienza e la mediazione. È anche la logica dei numeri: insieme si può fare blocco e rendere minoritario il partito di Giorgia Meloni. Un ragionamento che varrebbe ancora di più se si andasse verso una riforma delle legge elettorale in senso proporzionale come ha proposto Enrico Letta e come tutto il blocco sparso di centro vorrebbe.

A opporsi da sempre è proprio la leader di Fratelli d'Italia. «Io non mi adeguo, non mi piego. Se sarò in un angolo lo vedremo, lo decideranno gli italiani e io con gli italiani mi voglio alleare». Mentre Ignazio La Russa lo stoppa sull'idea della federazione sulla falsa riga dei Repubblicani in America: «Fossi al posto di Salvini mi prenderei una bella pausa di riflessione...». Più difficile per Matteo Salvini aggiustare ciò che si è rotto con lei. Intanto perché uno dei motivi per cui si è arrivati alla spaccatura è proprio la competizione a destra tra i due leader. E poi, perché Meloni in questo momento ha tutto l'interesse a ballare da sola, a provare a portare a casa il dividendo di un'operazione che dopo averla lasciata da sola all'opposizione la vede unica nel panorama politico a criticare il Mattarella bis. Ed è anche per questo che i toni si alzano, ogni giorno di più. Non si dà più niente per scontato. Nemmeno che si vada uniti alle prossime elezioni. «Vedremo, oggi ho una difficoltà oggettiva», risponde Meloni. L'opa ostile è stata lanciata e Matteo Salvini la soffre. La replica di Fratelli d'Italia alla proposta di federazione è sprezzante. «A me pare che l'invito non sia rivolto anche a noi, ma ad ogni modo ritengo non possa più essere accettabile questo modo di fare. È arrivato il momento di smetterla con i selfie e mettersi a fare le cose seriamente», dice chiudendo il discorso Fabio Rampelli. 

 

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