Giorgia Meloni, lettera a Draghi: «Il patrimonio di Alitalia che dobbiamo valorizzare»

Giorgia Meloni, lettera a Draghi: «Il patrimonio di Alitalia che dobbiamo valorizzare»
4 Minuti di Lettura
Mercoledì 14 Aprile 2021, 00:03 - Ultimo aggiornamento: 8 Maggio, 16:54

Caro presidente Draghi,
l’Alitalia è molto di più di una “famiglia un po’ costosa” e sa che dalle sue decisioni dipendono i destini della nostra comunità e di quelle centomila persone che vivono con angoscia questa crisi industriale, che certo non hanno causato.

Andiamo per punti.
Primo, in Italia tutte le compagnie aeree falliscono. Meridiana/Air Italy, Volare Airlines, Eurofly, Gandalf...
Pagano agli aeroporti le tasse più alte, l’eccellente controllo del traffico aereo di Enav è più costoso. Così il carburante e le rate di leasing.

Secondo, in Italia c’è una presenza massiccia delle compagnie low cost. In Francia non atterrano sugli aeroporti centrali, ma nella provincia, per non ledere la compagnia nazionale. Le low cost operano qui con contributi dagli aeroporti, mascherati da operazioni di comarketing. Finanziamenti opachi che acuiscono la concorrenza sleale. Servirebbero gare trasparenti e obblighi comuni, per esempio pagare stesse tasse. Lei ricorderà che durante la prima fase della pandemia le low cost hanno messo a terra la flotta (sovvenzionata) perché non c’erano passeggeri. Solo Alitalia ha garantito la connettività della nazione, volando con 10 passeggeri per non interrompere un servizio essenziale e riportare a casa connazionali rimasti all’estero. È l’unica compagnia abilitata al trasporto di organi per i trapianti, radiofarmaci e passeggeri in barella. A chi affideremo tutto questo con una ‘mini Alitalia’ ripulita del nome e del glorioso marchio?

Terzo, il volo intercontinentale più ricco è Milano-New York, ma l’Italia lo devolve a una compagnia non italiana, né americana, Emirates. Si chiama diritto di quinta libertà in gergo aeronautico, quando si collegano due città di paesi diversi da quello per cui batte il timone della compagnia. Emirates non vola da Parigi a Los Angeles o da Francoforte a Tokyo o da Madrid a Buenos Aires. Come mai? 

Quarto, Macron ha sospeso le tasse alle compagnie aeree francesi, con il beneplacito di Bruxelles. L’Unione ha adottato criteri discutibili sugli importi per gli indennizzi. Alitalia riceve 9 euro a posto, Air France 88.
Quinto, nessun ultraliberista si scandalizzi. Alitalia negli ultimi anni ha registrato perdite ingenti. Con la gestione pubblica erano molto inferiori. La forbice oscilla tra il 7% e il 25% del fatturato. Lo diciamo anche con autocritica, visto che fummo in maggioranza con i “capitani coraggiosi” del 2009, ma non abbiamo dogmi, si tentano soluzioni e se ne misurano gli effetti. La Francia salirà al 30% del capitale di Air France Klm, l’Olanda è al 15%. Nel capitale Lufthansa sono presenti i Land tedeschi. La presenza dello Stato è determinante per la difesa di un interesse pubblico strategico in una nazione che vive di turismo, cultura, enogastronomia, manifattura, promozione del Made in Italy. Presidiare la sovranità delle infrastrutture e dei collegamenti è vitale.
Sesto, lo stato controlla Eni ed è incredibile che paghi il carburante a prezzi fuori misura. Gli aerei oggi si possono reperire a prezzi ultra vantaggiosi. Cassa Depositi e Prestiti può acquistare la flotta da Boeing e Airbus e concederla in leasing ad Alitalia a costi di mercato mentre l’affitto di aerei a prezzi stellari garantiva imprenditori cedenti che hanno creato la voragine.

Ecco, l’Italia intera, con le famiglie che rischiano il lavoro, vuole mordente e visione. Nemmeno sa che abbiamo la compagnia tra le più sicure e la più puntuale, con i migliori piloti, il catering primo fra tutti, gli operai specializzati e gli addetti alla manutenzione più bravi, l’assistenza al volo più professionale, tanto se ne è parlato male. 

Cedere questi standard di qualità significa arrendersi. Possiamo sapere, oltre a quanti soldi risparmieremmo con una mini compagnia, quanto ci costerà non avere più Alitalia, cioè quanto perderemmo se costretti a volare con altre compagnie per promuovere l’Italia nel mondo e quanti soldi dovremmo sborsare per la continuità territoriale con le isole e le aree meno sviluppate?

La sovranità prevista dalla Costituzione si compone di tanti tasselli, tra cui la libertà di volare autonomamente, proprietari dei propri interessi, capaci di salvaguardare una delle tradizioni aviatorie più prestigiose della storia moderna. Una mini compagnia non ci farà toccare il cielo della rinascita italiana.

© RIPRODUZIONE RISERVATA