Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€
Mario Ajello
Mario Ajello

Visti dall'estero / Le (vere) ingerenze e i sospetti da dimostrare

di Mario Ajello
2 Minuti di Lettura
Martedì 9 Agosto 2022, 00:04

Servirebbe una moratoria internazionale sulle ingerenze, e anche sulle accuse di ingerenze, nelle elezioni italiane. Perché non se ne può più ogni giorno, e da qui al 25 settembre sarà sempre peggio, di leggere sui giornali stranieri e di vedere sui media globali l’Italia ridotta a paesello incapace di fare politica da solo e in balia dei condizionamenti degli altri. Andrebbe detto basta con le caricature. E con il complesso di superiorità verso l’Italia, o meglio verso i cittadini italiani, di certi ambienti che contano. Ora è il Financial Times che, per colpire il centrodestra considerato vincente, per condizionare il possibile esito del voto che evidentemente da quelle parti non piace, scrive: «Lo spettro dell’interferenza russa aleggia sulle elezioni italiane». Di più: «Conte, Salvini e Berlusconi hanno sempre avuto rapporti amichevoli con Putin, sono quelli che hanno fatto cadere Draghi e Mosca avrebbe cospirato con questi tre esponenti politici per eliminare il governo». Il corollario, accreditato e spacciato in ambienti sia britannici sia statunitensi sia Ue, è che il Cremlino stia aiutando Salvini e Berlusconi (ma in fondo anche Meloni che putiniana non è) a prendersi il Bel Paese per conto terzi. Una favoletta anti-italiana. E un accusa d’ingerenza da parte di chi, attribuendola agli altri, sta a sua volta facendo una grave ingerenza. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA