Tav, presto il giudizio dei tecnici. La Lega pronta al referendum

Giovedì 10 Gennaio 2019
Danilo Toninelli

«Nessun mistero o melina» sui risultati dell'analisi costi-benefici della Tav. Il ministro Danilo Toninelli interviene sul tormentone scaturito dalle indiscrezioni sulla valutazione della Torino-Lione che ha acceso il dibattito politico. E precisa: «Il documento di lavoro preliminare è attualmente al vaglio della Struttura tecnica di missione per le opportune verifiche».

L'esito sarebbe negativo, hanno fatto capire fonti del Mit, ma l'attesa per conoscere le osservazioni, economiche e
giuridiche, e sopratutto i numeri preparati dalla task force nominata dal governo, durerà ancora qualche giorno. «Le
risultanze saranno pubblicate in modo integrale quando saranno completati tutti i passaggi, esattamente come è successo per il Terzo Valico. E lo studio sarà condiviso in seno all'esecutivo, ci sarà un confronto nella maggioranza di Governo», precisa Toninelli che assicura: «Crisi di governo sulla Tav? Penso proprio di no».

Per il ministro delle Infrastrutture è fuori luogo, adesso, evocare il referendum. «È uno strumento splendido, ma è inutile parlarne prima di aver conosciuto e studiato per bene i numeri dell'analisi costi-benefici». Alla consultazione guardano invece il presidente della Regione Piemonte Sergio Chiamparino, ricandidato dal Pd alle Regionali di maggio, e il leader della Lega Matteo Salvini, mentre il vicepremier Luigi Di Maio puntualizza: «Non ho letto la relazione dell'analisi costi-benefici, aspettiamo il dato ufficiale, ma M5S è contro quell'opera».

Chiamparino invita il governo a fare in fretta: «Non ha più alibi, i dati tecnici ci sono, li completi e decida». Se il verdetto sarà semaforo rosso alla nuova Torino-Lione, «chiederà al Consiglio regionale del Piemonte di indire con apposita legge un referendum consultivo». L'invito del presidente del Piemonte riguarda tutto il nord: «Se lo vorranno - dice - potranno unirsi i colleghi di Veneto, Lombardia e Liguria e Valle d'Aosta». L'eventuale extrema ratio della consultazione popolare è accolta da Matteo Salvini: «Sono a favore della Tav e affinché vada avanti. Se l'analisi costi-benefici fosse negativa, nessuno di noi vorrebbe né potrebbe fermare una richiesta di referendum». Una posizione criticata da Maurizio Martina, candidato alla segreteria nazionale del Pd: «Un vicepremier non può buttare la palla in corner su una questione così delicata. Deve prendersi la responsabilità, dire chiaramente se è per il sì o per il no».

Sull'ipotesi referendum, il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana si è detto pronto ad aderire alla chiamata alle armi di Chiamparino: «La Tav è un'opera che serve e che va fatta. Se per raggiungere quest'obiettivo è necessario un referendum, faremo anche questo». Sull'argomento entra anche la sindaca (pentastellata) di Torino: «Parlare oggi di referendum - è la critica di Chiara Appendino - mi sembra un'iniziativa elettorale».

Per le 'madamin' torinesi, anime - insieme all'ex sottosegretario ai Trasporti Mino Giachino - delle iniziative Sì Tav, del referendum non ci sarà bisogno: «Vedrete sabato prossimo in piazza a Torino quanta mobilitazioni di territori ci sarà - dice Patrizia Ghiazza, una delle imprenditrici del Comitato Sì, Torino va avanti - sarà quella la voce del territorio». Al flash mob è atteso un centinaio di sindaci da tutto il nord; ha annunciato la sua presenza il governatore della Liguria Giovanni Toti e ci saranno esponenti della Lega, partito di governo con M5S, «a fronte - precisa Riccardo Molinari, capogruppo alla Camera e segretario piemontese del Carroccio - della dichiarata scelta di apoliticità del comitato promotore della manifestazione. La Lega non ha mai avuto dubbi, la Tav va realizzata perché è una risorsa preziosa per lo sviluppo strategico dell'economia piemontese, e di tutto il Paese». 

 

Ultimo aggiornamento: 21:17 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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