Tasse, la riforma dell'Irpef parte dal taglio del cuneo fiscale

Sabato 11 Gennaio 2020
Roberto Gualtieri
I fondi sono già nella legge di Bilancio e gli effetti concreti si avvertiranno dallo stipendio di luglio. Ma le norme che tracceranno il primo alleggerimento fiscale sui lavoratori dipendenti arriveranno a stretto giro. Entro gennaio, ha promesso il ministro dell'Economia Roberto Gualtieri. E saranno un primo assaggio della riforma dell'Irpef che il governo vuole realizzare insieme alle parti sociali.

Il cantiere per la messa a punto delle norme attuative è aperto e al ministero dell'Economia sono già state fatte le
prime simulazioni tecniche. L'obiettivo del governo a breve appare chiaro. Con il taglio del cuneo fiscale si punta a far pagare già quest'anno circa 500 euro in meno di tasse ai lavoratori dipendenti con un reddito inferiore ai 35mila euro. Il meccanismo, prevede la legge di Bilancio, dovrebbe scattare a metà anno. Nel 2021 lo sconto entrerebbe a regime con un guadagno in termini di minori tasse stimato in circa 1.000 euro. Le risorse sul tappeto sono già state appostate dalla legge di bilancio: 3 miliardi per quest'anno, 5 miliardi nel 2021.

L'idea è quella di tagliare il prelievo sui redditi, allargando la platea dei lavoratori che beneficiano degli 80 euro del bonus Renzi, che oggi viene distribuito fino ad un massimo di 26.600 euro di reddito, con un decalage che inizia attorno ai 24 mila euro. I nuovi beneficiari, invece, dovrebbero essere circa 4,5 milioni, con il tetto di reddito per ottenere lo sconto che verrebbe portato ai 35mila euro.

Non mancano i nodi da sciogliere: i principali riguardano la trasformazione del bonus Renzi in detrazione - che presenta alcuni problemi tecnici attuativi - e la volontà, più volte espressa, di estendere il beneficio anche sotto la soglia degli 8.000 euro, sui cosiddetti incapienti.

«Io credo però che bisognerebbe prestare attenzione - ha detto il vice ministro all'Economia, Antonio Misiani - anche ai 4 milioni di lavoratori dipendenti incapienti: ci sono giovani precari, part time involontari, fragilità vecchie e nuove del mondo del lavoro». Per loro si sta valutando una sorta di imposta negativa, sotto forma di bonus come l'Earned Income Tax Credit di Clinton. E si sta valutando come questo intervento si innesta con il Reddito di Cittadinanza, che arriva ai cittadini più poveri.

La riduzione del cuneo fiscale dei lavoratori dipendenti sarà comunque solo una prima mossa del progetto di riduzione Irpef che il governo vuole mettere in campo. L'economia ancora fiacca ha bisogno di una scossa. Per Carlo Cottarelli, che ora guida l'Osservatorio sui conti pubblici dell'Università Cattolica di Milano, servirebbe un taglio della pressione fiscale di due punti di Pil in tre anni. Il nodo, inutile dirlo, rimane quello delle risorse, visto che anche nel 2021 il governo dovrà smontare circa 20 miliardi di aumenti Iva previsti come clausola di salvaguardia per il rispetto degli obiettivi europei dei conti pubblici.

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