CORONAVIRUS

Covid, il caso Cina: primo Paese ad ammalarsi e primo a guarire. Pil +4,9% nell'ultimo trimestre

Lunedì 19 Ottobre 2020 di Francesco Bisozzi
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Covid, il caso Cina: primo Paese ad ammalarsi e primo a guarire. Pil +4,9% nell'ultimo trimestre

Sono stati i primi ad ammalarsi, ma sono anche i primi a essere guariti. La seconda economia più grande del mondo ha registrato una crescita del PIL nel terzo trimestre, in crescita del 4,9% rispetto a un anno fa. Tradotto: crescita per i primi tre trimestri dell'anno dello 0,7% rispetto a un anno fa.

Il Pil cinese sferra un altro calcio al Covid-19. Così il Paese asiatico, da dove ha avuto inizio la pandemia di coronavirus, ma che si è dimostrato finora impermeabile alla seconda ondata del coronavirus (i contagi giornalieri in Cina si contano sulle dita delle mani stando alle stime ufficiali), come previsto dal Fondo monetario internazionale sarà l'unico al mondo a chiudere il 2020 con la ricchezza nazionale in crescita.

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Secondo l'Ufficio nazionale di Statistica, il Pil cinese di gennaio-settembre torna infatti in terreno positivo (+0,7%) e dopo lo storico tonfo di gennaio-marzo può aspirare a chiudere il 2020 al +2%, secondo al governatore della Banca centrale Yi Gang, o al limite al +1,9% se si dà retta alle previsioni leggermente più prudenti dell'Fmi

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Nel primo trimestre il Pil cinese era sceso del 6,8%, poi nel secondo era salito del 3,2%, ora è a quota 72.278,6 miliardi di yuan. Rispetto al 2019, quando raggiunse il +6,1 per cento, i numeri che fotografano lo stato di salute dell'economia asiatica sono chiaramente più contenuti, ma se paragonati a quelli del resto del mondo non c'è comunque gara.

Vale la pena di ricordare che sempre l'Fmi ha previsto per il 2020 che l'economia tricolore si contrarrà del 10,6%. Il Pil di Eurolandia calerà dell'8,3%. Per gli Stati Uniti il Fondo stima un calo del pil quest'anno del 4,3%. Fra il 2020 e il 2025 la pandemia causerà al prodotto interno lordo globale una perdita da 28 mila miliardi di dollari. Quasi la metà di questi, 11 mila miliardi, andranno in fumo entro il biennio 2020-2021, ma non in Cina.

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Non sono solo i numeri legati al Pil a sorridere a Pechino. La produzione industriale ha messo a segno un nuovo balzo a settembre, questa volta del 6,9% su base annua. Superate le stime degli analisti. Azzerando la flessione del Pil della prima parte dell’anno l'economia cinese ha conquistato la pole position sul 2021, quando anche le economie degli altri Paesi dovrebbero rimbalzare. Il prodotto interno lordo di Pechino, calcola il Fondo monetario internazionale, nel 2021 può puntare a un incremento dell'8,2%. Il Pil dell' Italia il prossimo anno è previsto crescere dall'ultimo World Economic Outlook del 5,3%. Nell'Eurozona ci si attende un +5,2%. Infine è stato stimato un miglioramento del Pil Usa del 3,1%.

Ultimo aggiornamento: 14:20 © RIPRODUZIONE RISERVATA