Riforma del demanio marittimo, a rischio 10mila aziende

Martedì 11 Febbraio 2020
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Riforma del demanio marittimo, a rischio 10mila aziende

A rischio più di 10mila aziende italiane con la riforma del demanio marittimo. Entro 45 giorni la misura confluirà in un Dpcm (Decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri) che stabilirà il futuro delle esistenti concessioni balneari. Un settore, quello degli stabilimenti balneari, che garantisce tra diretto e indiretto circa 100 mila posti di lavoro. «Il governo ci aveva promesso un confronto sulla bozza di provvedimento per il riordino delle concessioni balneari, e invece oggi apprendiamo che il testo sarebbe già pronto: si tratta di un fatto gravissimo, che disattende le promesse fatte in passato», denuncia il presidente di Fiba-Confesercenti Maurizio Rustignoli in seguito alle dichiarazioni del ministro agli affari regionali Francesco Boccia che ha anticipato i contenuti del dpcm a cui sta lavorando l’esecutivo. Il ministro Boccia nell'ambito del vertice convocato a Bari ha definito «sbagliatissimi» i respingimenti da parte di molti Comuni, della richiesta protocollata lo scorso anno dagli imprenditori balneari, di prorogare la scadenza delle concessioni al 31 dicembre 2020. Uno di questi era il Comune di Lecce. E ha aggiunto che «In questo momento ci sono operatori straordinari che fanno investimenti importanti, che hanno un impatto occupazionale importante e operatori che vivono con concessioni risibili. Non possiamo trattarli tutti allo stesso modo». Ha fatto sapere, inoltre, che partirà presto una mappatura su tutto il territorio nazionale che darà allo Stato un quadro definito della condizione degli stabilimenti balneari, che sottolinea sono diversi «l'uno dall'altro». 

«Sono preoccupato e amareggiato per le parole del ministro Boccia – aggiunge Rustignoli – e non possiamo più restare in silenzio davanti a chi sta scrivendo il futuro degli imprenditori balneari senza confrontarsi con i diretti interessati. Lo scorso dicembre la ministra Paola De Micheli ci aveva fatto intendere che il provvedimento era ancora in fase embrionale, e invece dalle parole di Boccia pare proprio che sia in procinto di essere sottoposto all’Europa. Siamo increduli che il governo sia arrivato a completare il testo senza avere mai avviato un serio confronto con le associazioni di categoria, ed è avvilente sapere che un documento di tale importanza, che deciderà il futuro di migliaia di imprese italiane e di un comparto fondamentale per l’economia turistica, sia stato redatto senza seguire un doveroso confronto democratico». E avverte che il settore è pronto a mobilitarsi subito, perché «è questo il momento in cui stanno scrivendo il nostro destino». 

 

Ultimo aggiornamento: 12 Febbraio, 13:33 © RIPRODUZIONE RISERVATA