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Petrolio, schizza il prezzo del barile dopo l'attacco all'Arabia Saudita

Lunedì 16 Settembre 2019
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Raffinerie saudite in fiamme

Allarme prezzo del petrolio anche in Italia. L'attacco alle raffinerie saudite, che ha dimezzato la produzione di petrolio del Paese, ha fatto schizzare il prezzo del greggio a 60,36 dollari al barile (+10,06%) con le quotazioni che potrebbero salire ancora. Le conseguenze di questo aumento attraversano mezzo mondo dall'Arabia Saudita all'Europa.

Attacco a raffinerie in Arabia, il fumo si vede dal satellite

A rischio il settore agroalimentare italiano che potrebbe subire un'impennata del 30% sui costi della logistica. A lanciare l'avvertimento è stata la Coldiretti che in una nota spiega che in l'Italia, dove l'85% dei trasporti commerciali avviene per strada, l'improvviso aumento del costo del petrolio e il conseguente rincaro dei carburanti ha un effetto valanga sulla spesa con un aumento dei costi di trasporto, di produzione, di trasformazione e conservazione dei prodotti. 

Secondo un'analisi della Coldiretti «A subire gli effetti dei prezzi dei carburanti è l'intero sistema agroalimentare dove i costi della logistica arrivano a incidere dal 30% fino al 35% sul totale dei costi per frutta e verdura. Gli choc energetici aggravano un deficit logistico che è necessario recuperare investendo sulle energie alternative ed sbloccando le infrastrutture che migliorerebbero i collegamenti tra Sud e Nord del Paese, ma anche con il resto del mondo per via marittima e ferroviaria in alta velocità con una rete di snodi composta da aeroporti, treni e cargo». 

Gli attacchi con i droni a due maxi raffinerie di Saudi Aramco rivendicati dai ribelli yemeniti Houthi allarmano il mercato mondiale del petrolio. L'Arabia Saudita è il primo esportatore mondiale di greggio: 5,7 milioni di barili al giorno, circa metà della produzione saudita, che copre il 10% delle forniture globali. Sia Washington che Riad hanno dichiarato di essere pronte a utilizzare le loro riserve strategiche di petrolio (rispettivamente di 630 e di 188 milioni di barili) per far fronte alle perdite della produzione causate dagli attacchi agli impianti. Saudi Aramco sta lavorando per ripristinare la piena produzione, ma secondo gli esperti occorreranno settimane. Riad, tuttavia, ha assicurato che le esportazioni continueranno regolarmente in questa settimana grazie alle riserve, ma questo potrebbe far arrivare il prezzo del petrolio fino a 70 dollari al barile. 
 


Gli attacchi hanno colpito il centro del sistema economico saudita, mandando in fiamme il più grande impianto al mondo per il trattamento del greggio. Non solo: hanno anche messo a nudo la vulnerabilità della maggiore società del Paese, l'Aramco, proprio alla vigilia di quella che era stata prennunciata «l'Ipo del secolo», una quotazione voluta dal principe ereditaria Moḥammad bin Salmān nell'ambito del processo di privatizzazione e modernizzazione del Paese.

L'attacco arriva anche in un contesto geopolitico particolarmente teso tra Stati Uniti e Iran e alla vigilia di un possibile incontro tra Donald Trump e il presidente iraniano Hassan Rohani all'Onu.
Gli Usa hanno subito accusato l'Iran di essere l'artefice dell'attacco alle raffinerie. «Non c'è alcuna prova che siano arrivati dallo Yemen», ma non ha ha esibito prove, a parte il fatto che Teheran è alleata degli Houthi.  La Repubblica islamica ha comunque respinto le accuse e ha lanciato un monito a Washington. «Queste accuse e affermazioni inutili sono incomprensibili e prive di senso», ha detto il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Abbas Mussavi, aggiungendo che servono solo a «giustificare future azioni» contro l'Iran. «Incolpare l'Iran non fermerà il disastro», ha twittato il ministro degli Esteri iraniano Mohammad Javad Zarif, contestando a Pompeo di aver fallito nella campagna di «massima pressione» e di essersi spostato su quella delle «massime bugie». Il comandante delle forze aerospaziali dei Guardiani della rivoluzione islamica ha avvertito che l'Iran è pronto a una vera e propria guerra mentre Trump ha offerto il suo sostegno all'autodifesa saudita.  
 

 

Ultimo aggiornamento: 17 Settembre, 09:30 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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