Manovra, Moody's declassa l'Italia

Venerdì 19 Ottobre 2018 di Luca Cifoni
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Conti pubblici: Moody's taglia il rating dell'Italia a Baa3
Moody's declassa l'Italia, abbassando il livello di affidabilità del nostro debito pubblico a Baa3: l'ultimo gradino prima del livello non investment, più noto come spazzatura. L'agenzia di rating però non ha affondato il coltello, ponendo l'outlook a stabile invece che negativo. Questo vuol dire che il nostro Paese almeno per il momento non rischia di precipitare ulteriormente, per ritrovarsi in compagnia di Paesi i cui titoli, ritenuti troppo rischiosi, non possono essere acquistati dai grandi investitori istituzionali mondiali. E si trova infatti quasi un senso di sollievo nella prima reazione di Palazzo Chigi: fonti della presidenza ritengono che sia andato «tutto come previsto».

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GLI SVILUPPI
In ogni caso il giudizio sugli ultimi sviluppi della situazione economica e sull'operato del governo è abbastanza duro. Nel suo comunicato, Moody's spiega che la solidità di bilancio del nostro paese si è indebolita a causa della decisione del governo di programmare un obiettivo di deficit più alto sia per il 2019 che per gli anni successivi. Il debito pubblico è visto dall'agenzia stabile intorno al livello del 130 per cento del Pil invece che in discesa: ma siccome la crescita si sta affievolendo, un debito di queste dimensioni risulta particolarmente vulnerabile agli shock e dunque potrebbe evidenziare anche un percorso di risalita.

Al di là dei numeri, la valutazione delle prime mosse del nuovo esecutivo si sofferma sulle mancate riforme. Non c'è secondo Moody's una «coerente agenda di riforme» che affronti in modo strutturale il nodo della bassa crescita italiana. L'incremento del prodotto interno lordo dovrebbe risultare ben meno intenso di quanto atteso. E appaiono ottimistiche le stime del governo: in particolare la spinta alla crescita derivante dalla prossima manovra espansiva risulterà ben meno marcata di quanto scritto nella Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza.
A fronte di questi pesanti osservazioni, l'agenzia di rating cita anche i motivi per cui ha ritenuto di giudicare stabili le prospettive future. I rischi presenti vengono bilanciati da alcuni tradizionali fattori di forza della nostra economia, che in qualche modo resistono nonostante il deteriorarsi della situazione. Si tratta di un'economia ampia e diversificata, di una posizione verso l'esterno solida con un sostanziale avanzo corrente e di una posizione internazionale equilibrata per quanto riguarda gli investimenti. Tra gli elementi positivi viene anche citato anche «l'alto livello di ricchezza delle famiglie» che rappresenta «un importante cuscinetto contro futuri shock ed anche una sostanziale fonte di finanziamento per il governo». Come dire, in caso di bisogno è sempre possibile inasprire il prelievo fiscale e imporre una patrimoniale.

LE TENSIONI
Moody's ritiene che le possibilità di un'uscita dall'euro siano molto basse, potrebbero però aumentare in caso di tensioni con l'Europa. Proprio la scelta dei tempi adottata dall'agenzia americana, con un giudizio espresso prima di quello della commissione, appare una risposta indiretta a chi riteneva che la decisione di Bruxelles potesse condizionare le pagelle sul debito italiano. Per venerdì prossimo è atteso il pronunciamento di Standard & Poor's.
Ultimo aggiornamento: 20 Ottobre, 19:42 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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