Mittal, l'immunità legata al rispetto del piano ambientale

Mercoledì 7 Agosto 2019 di Giusy Franzese

Lo scudo penale per i manager di ArcelorMittal torna: anche se limitato alla sola attuazione del piano ambientale, con scadenze e prescrizioni precise. La norma - chiesta a gran voce dalla multinazionale dell'acciaio che ha rilevato gli stabilimenti ex Ilva, ma anche dai sindacati che temevano un suo abbandono del campo - è stata inserita a sorpresa nel decreto sulla tutela del lavoro e sulle crisi aziendali, varato ieri dal Consiglio dei ministri.
Non è più una immunità totale, ma una tutela graduale, strettamente legata al cronoprogramma del piano ambientale. Se l'azienda rispetterà i tempi di attuazione non ci sarà alcun problema. Resta esclusa qualunque garanzia legale (penale, civile e amministrativa) relativa alla tutela della salute, dell'incolumità pubblica e di sicurezza del lavoro, come d'altronde è già in questo periodo di transizione (da aprile fino al sei settembre quando, secondo quanto disposto dal decreto Crescita, sarebbe entrato in vigore lo stop totale). L'azienda e i suoi manager - precisano fonti Cinquestelle - risponderà di ogni incidente dovesse verificarsi secondo le norme e principi di diritto penale ordinarie.

Ancelor Mittal, è scontro con il Governo sull'immunità penale

«Abbiamo individuato una norma di equilibrio, che rivede la precedente forma di immunità generalizzata in un sistema di tutele a scadenza vincolate al rispetto del piano ambientale, in questo modo Mittal potrà operare ma sarà obbligata a rispettare le prescrizioni» ha chiarito il vicepremier ministro per lo Sviluppo economico, Luigi Di Maio. «Se qualcuno pensava di riprendersi limmunità rimarrà deluso, ma io non do limmunità a chi ricatta i lavoratori e lItalia. La nostra norma è di equilibrio: salva lavoratori e ambiente e ora ci aspettiamo collaborazione» ha poi aggiunto, rivelando che «Mittal non ha pagato, pochi giorni fa, 40 milioni di euro di canone. Non solo. Non si sono presentati al sopralluogo del forno». Insomma «sta assumendo un atteggiamento ambiguo nonostante l'impegno del governo» ha chiosato.
Il decreto appena varato sarà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il 28 agosto. Quindi in tempo per evitare che si applichi lo stop totale alle garanzie legali previste dal decreto Crescita (dal sei settembre). Proprio eri i sindacati avevano ricordato al governo che a Taranto si stava rischiando una «tempesta perfetta», che si poteva tramutare in una «bomba sociale».

CICLOFATTORINI
Il decreto varato ieri contiene anche le norme «salva-Whirlpool» che dovrebbero consentire di far sopravvivere lo stabilimento di Napoli che la multinazionale degli elettrodomestici vorrebbe cedere e più tutele economiche, assicurative e contributive per i riders, i ciclofattorini che portano il cibo a domicilio. La retribuzione dei riders sarà un mix tra cottimo e paga oraria «a condizione che, per ciascuna ora lavorativa, il lavoratore accetti almeno una chiamata». Prevista una copertura obbligatoria Inail e Inps. Il decreto, tra l'altro, contiene anche la proroga al 31 dicembre degli Lsu in attesa di soluzione della crisi aziendale (tra gli altri i lavoratori Blutec di Termini Imerese) e la stabilizzazione dei precari Anpal.
 

Ultimo aggiornamento: 08:46 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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