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Embargo petrolio russo, cosa accadrà in Italia? Dai prezzi (alti) al caso della raffineria Lukoil in Sicilia

Il Brent (petrolio estratto in Europa) stamattina ha superato la quota di 120 dollari per barile (159 litri). Tuttavia va detto che questo non è il prezzo più alto registrato quest'anno

Embargo petrolio russo, cosa succede ora in Italia? Dai prezzi (alti) al caso della grande raffineria di Mosca in Sicilia
di Diodato Pirone
3 Minuti di Lettura
Martedì 31 Maggio 2022, 10:15 - Ultimo aggiornamento: 19:46

L'Italia dipende dal gas russo ma non dal suo petrolio. Solo il 10% del greggio consumato nella penisola è di provenienza russa per un totale di 5,7 milioni di tonnellate. Il nostro principale fornitore al momento è l'Azerbaigian (23%) seguito dalla Libia (18%) e Iraq (15% circa). Dunque il primo punto da chiarire è che con l'embargo non ci sarà nessuna penuria di gasolio o benzina. In passato, ad esempio con la guerra libica del 2011, l'Italia è stata in grado di rimpiazzare velocemente l'allora principale fornitore (importavamo da Tripoli il 20% del fabbisogno di petrolio)  con la materia prima di altri paesi.

Petrolio, l'aumento del prezzo (ma non ai massimi)

Diverso è il discorso del prezzo. Il Brent (petrolio estratto in Europa) stamattina ha superato la quota di 120 dollari per barile (159 litri). Tuttavia va detto che questo non è il prezzo più alto registrato quest'anno. Il picco è ancora fermo all'8 marzo (due settimane dopo l'avvio della guerra russo-ucraino) quando sfiorò i 130 dollari.

È ragionevole immaginare che i prezzi dei carburanti subiranno un nuovo rialzo anche se va detto che il mercato del petrolio è abituato a oscillazioni molto forti e imprevedibili. Ad esempio un eventuale accordo sul nucleare iraniano potrebbe cambiare repentinamente lo scenario.

Il problema per l'Italia

L'embargo pone all'Italia un altro grosso problema: a Priolo, in Sicilia, c'è una grossa raffineria di proprietà della russa Lukoil che raffina solo petrolio russo. L'azienda si chiama ISAB e dà molto lavoro in quell'area assicurando un importante traffico al porto di Priolo. Nei prossimi giorni sarà sicuramente necessario un intervento del governo a salvaguardia dell'occupazione.

L'embargo del petrolio russo colpisce soprattutto la Germania che fino a poco tempo fa copriva il 35% del suo fabbisogno di benzina con greggio di Mosca ma già ad aprile questa quota è scesa al 12%. Segno che l'embargo del petrolio può funzionare in tempi relativamente rapidi riducendo in tempi ragionevoli le entrate di valuta pregiata per la Russia e la sua macchina militare.

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