Fisco, slitta la rottamazione: due mesi in più per pagare

Fisco, slitta la rottamazione: due mesi in più per pagare
di Michele Di Branco
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Giovedì 25 Febbraio 2021, 22:42 - Ultimo aggiornamento: 26 Febbraio, 12:25

Due mesi di respiro sul fronte della “Pace fiscale”. Il governo, pressato dalle categorie produttive assillate dalle restrizioni anti-Covid, punta ad accelerare sul Decreto Ristori. Ed è proprio il dossier che riguarda il fisco quello sul quale sarebbe già stato raggiunto un punto di equilibrio all’interno della nuova maggioranza. Infatti, senza un intervento, le scadenze per il pagamento delle rate della rottamazione, per 1,2 milioni di contribuenti che avevano aderito, torneranno ad essere in vigore dal 1° marzo. 

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IL DETTAGLIO
Si tratta di cinque rate sospese, già dal 2020, per la definizione agevolata e di due rate per il saldo e stralcio. In assenza di ulteriori proroghe andrebbero versate in un’unica soluzione (per un totale di 950 milioni di euro) pena il decadimento dell’agevolazione. Una spada di Damocle giudicata eccessiva per un Paese alle prese con una crisi devastante. Per questa ragione, Palazzo Chigi studia una proroga di altri due mesi, portando i termini al 30 aprile. Altro problema da risolvere, quello relativo alle cartelle esattoriali. Lo stop alla notifica degli atti scade infatti il 28 febbraio e il precedente governo ragionava su uno slittamento di due mesi. In assenza di un nuovo stop, dall’inizio della prossima settimana l’Agenzia delle Entrate farebbe scattare l’invio di 54 milioni di atti. Ma per evitare che le Entrate si trovino a gestire una montagna di notifiche, si ipotizza anche una dilatazione delle notifiche (nell’arco di un paio d’anni) e dunque dei termini di prescrizione.

L’INDUSTRIA DELLO SCI
Il piatto forte del decreto, che potrebbe arrivare nel corso della prossima settimana, riguarderà però gli indennizzi veri e propri da riconoscere alle attività colpite dalle restrizioni. Appare confermato che l’industria dello sci invernale, tagliata fuori dagli aiuti nel corso dello scorso anno, dovrebbe beneficiare di circa 4,5 miliardi di euro. E questo nell’ambito di un provvedimento che dovrebbe prevedere un conguaglio delle perdite sul 2020 e il superamento dei codici Ateco con un nuovo sistema di indennizzi (che nel calcolo prevede anche l’inserimento dei costi fissi) basato sulle effettive perdite di fatturato per l’intero 2020, confrontate con i volumi registrati nell’anno precedente. Uno dei rebus da sciogliere è capire se la soglia per le perdite per accedere ai ristori sarà confermata al 33% o modificata e se il calcolo delle perdite farà riferimento all’intero 2020 o solo a un semestre. Musei, cinema, teatri, ristoranti, bar, centri commerciali, alberghi, palestre sono tra i settori maggiormente colpiti dalla pandemia e ai quali spettano i ristori. Il Dl dovrà affrontare anche il problema spinoso del blocco dei licenziamenti. 

IPOTESI
Le ipotesi sul tavolo dell’esecutivo sono diverse. C’è chi ipotizza una mini proroga per tutti di un mese e chi auspica, come i sindacati, un allungamento dello stop fino a settembre. Il punto di caduta potrebbe essere la proroga dello stop a fine giugno. Un differimento potrebbe essere propedeutico a un secondo step che dia il via a una proroga selettiva del blocco. Il divieto di licenziare, in un secondo tempo, resterebbe per le aziende rimaste chiuse per le limitazioni sanitarie o per quelle più colpite dalla crisi. 
 

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