Inso, realizzato in un mese nuovo centro per l'emergenza Covid a Prato

Martedì 8 Dicembre 2020
Inso, realizzato in un mese nuovo centro per l'emergenza Covid a Prato

Obiettivo raggiunto in soli 29 giorni, con una media di 70 operai presenti in cantiere per ogni turno (con “picchi” di 120 operai al lavoro contemporaneamente), con circa 40 tra fornitori e imprese in subappalto, delle quali ben il 75 per cento toscane: l’Ospedale per la Gestione dell’emergenza Covid-19 a Prato, nuovo centro Pegaso, è stato inaugurato in tempi record l’8 dicembre.

La trasformazione temporanea, realizzata dalla Inso, società recentemente rilevata da Fincantieri dal gruppo Condotte in amministrazione straordinaria, riguarda una struttura già esistente, l’edificio Creaf di proprietà di Sviluppo Toscana, in disuso da diversi anni. Ospiterà da subito pazienti affetti dal virus Covid 19 in condizioni cliniche di bassa criticità, provenienti dai presidi ospedalieri di tutta l’area dell’Asl Toscana Centro, e che non possono essere ancora dimessi e rinviati al proprio domicilio o a strutture di accoglienza alternative.

All’informale taglio del nastro erano presenti il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, e gli assessori regionali alla protezione civile Monia Monni e al diritto alla salute Simone Bezzini, il direttore generale del Ministero dello Sviluppo Economico Mario Fiorentino, il commissario straordinario di Inso Giovanni Bruno e il direttore generale della società Luca Dal Fabbro. 

«Inso è una realtà imprenditoriale super efficiente - ha spiegato Bruno - e questo modello di collaborazione tra pubblico e privato può e deve essere replicato su scala nazionale per la risposta alla pandemia. Ringrazio i lavoratori che si sono spesi senza risparmio e il Ministero dello Sviluppo Economico che ci ha supportato e consentito di non disperdere questo patrimonio non solo toscano portando l’azienda Inso in un porto sicuro».

«Oggi inauguriamo un esempio di come in Italia si possano fare opere di qualità in soli trenta giorni. La chiave è stata un lavoro di squadra dove tecnici, operai e istituzione sanitaria hanno contribuito all’obiettivo realizzato in tempi record», ha aggiunto Dal Fabbro.

«Nel momento in cui tutti si lamentano delle lungaggini della Pubblica Amministrazione vedere realizzata la prima struttura Centro Covid d'Italia in meno di un mese, e per 191 posti letto, è per noi un grande orgoglio perché si tratta non di un ospedale da campo, ma di una struttura duratura. E' la dimostrazione che di fronte all'emergenza sanitaria si può rispondere nell'interesse generale della cittadinanza», ha sottolineato Giani.

A regime il nuovo ospedale potrà ospitare oltre trecento pazienti, oltre che laboratori di ricerca sul plasma. L’intero complesso è costato circa tre milioni di euro esclusi gli arredi. Gli accessi e le pertinenze dei due edifici con funzioni cliniche, saranno distinte e circoscritte rispetto a quelle dei restanti corpi del complesso edilizio. Tale scelta deriva dalla volontà da un lato di ridurre l’impatto derivante dalla introduzione della nuova attività, per un periodo al momento non stimabile, e dell’altro per garantire condizioni di sicurezza annullando qualsiasi potenziali reciproca interferenza.

Il nuovo centro, spiega una nota, risponde a un modello funzionale che prevede una netta distinzione tra le aree “pulite”, intendendo quelle in cui il personale non è esposto al virus, da quelle “infette” in cui si svolgono le attività di assistenza ai pazienti affetti da Covid-19. Tale principio organizzativo è il presupposto irrinunciabile per garantire la sicurezza degli operatori in termini di contaminazione e ridurre i fattori di stress lavorativo.

Per quanto attiene ai locali di degenza dei pazienti, si è ritenuto in accordo con la Direzione Sanitaria, di optare per soluzioni di degenza multiletto. Tale soluzione consente la massimizzazione della ricettività e un più agevole controllo da parte del personale medico e infermieristico dei pazienti. I pazienti risultano tutti nella medesima condizione di contaminazione dal virus e con equivalente necessità di assistenza con sintomatologie che possano essere moderatamente differenti da caso a caso, ma non costituiscono uno per l’altro una condizione di pericolo. A servizio dei pazienti è prevista una Tac, al fine di poter effettuare la diagnostica senza dover trasportare il paziente al vicino ospedale.

Previsto anche un impianto di produzione di ossigeno con un serbatoio esterno da trentamila litri. Ci sarà anche un’area farmacia che funzionerà da Hub per l’intera struttura. Al piano terra saranno presenti cinque sale degenza multiletto di cui una destinata ai pazienti con necessità di ventilazione non invasiva. Nelle sale che ospiteranno i pazienti sono stati sistemati sui muri dei grandi pannelli fotografici con i più bei panorami della Toscana per rendere più gradevole la degenza all’interno, mentre un’area relax e tv consentirà ai malati di trascorrere il tempo con meno stress. Ogni paziente avrà a disposizione un moderno “sistema di chiamata infermieri” con un telefono cordless collegato al wi-fi per chiamare in caso di necessità.

Ultimo aggiornamento: 16:45 © RIPRODUZIONE RISERVATA