Congedo paternità, sì alla direttiva Ue: almeno 10 giorni di permesso per i neo papà

Venerdì 5 Aprile 2019
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Almeno dieci giorni di permesso retribuito per il padre dopo la nascita di un figlio. E due mesi di congedo parentale retribuito e non trasferibile. Il Parlamento europeo ha approvato la direttiva vincolante per tutti i paesi dell'Unione, che ora - dopo l'ok definitivo del Consiglio europeo - avranno tre anni di tempo per adeguarsi e recepire le disposizioni comunitarie. Attualmente in Italia il congedo per un neo papà è di 5 giorni lavorativi, più uno in più facoltativo al posto della madre.
 
Il testo è passato giovedì 4 aprile all'Europarlamento con 490 sì, 82 no e 48 astenuti. Le nuove regole stabiliscono anche il diritto a cinque giorni lavorativi all'anno di permesso per coloro che devono assistere familiari a carico o gravemente malati.

«La legge, già concordata informalmente con i ministri Ue - spiega una nota del Parlamento europeo - stabilisce i requisiti minimi che tutti gli Stati membri dovranno attuare nel tentativo di aumentare le opportunità delle donne nel mercato del lavoro e rafforzare il ruolo del padre, o di un secondo genitore equivalente, nella famiglia. Beneficeranno di tali norme i bambini e la vita familiare, rispecchiando al contempo più accuratamente i cambiamenti sociali e promuovendo la parità di genere».

«Il padre o il secondo genitore equivalente, se riconosciuto dalla legislazione nazionale, avrà diritto ad almeno 10 giorni lavorativi di congedo di paternità retribuito nei giorni vicini alla nascita o al parto del feto morto - recita la norma appepa approvata -. Tale congedo dovrà essere pagato ad un livello non inferiore all'indennità di malattia. Attualmente in Italia la durata del congedo obbligatorio per il padre è di 5 giorni, più un giorno facoltativo previo accordo con la madre e in sua sostituzione. I deputati hanno aggiunto due mesi di congedo parentale non trasferibile e retribuito. Questo congedo sarà un diritto individuale, in modo da creare le condizioni adeguate per una distribuzione più equilibrata delle responsabilità».

E' previsto inoltre che gli Stati membri fissino «un livello adeguato di retribuzione, o indennità, per il periodo minimo non trasferibile di congedo parentale, tenendo conto del fatto che questo spesso comporta una perdita di reddito per la famiglia e che invece anche il familiare più retribuito (spesso un uomo) dovrebbe potersi avvalere di tale diritto».

 
Il relatore del provvedimento David Casa (Ppe) ha dichiarato: «Questa direttiva vuole realizzare una maggiore parità di genere e una migliore divisione delle responsabilità. Le donne hanno sofferto a causa della mancanza di parità, che ha portato a differenze di retribuzione e a un divario pensionistico. Ora saranno sostenute per entrare nel mercato del lavoro e raggiungere il loro pieno potenziale, mentre i padri avranno un ruolo più importante nell'educazione dei loro figli. Questa direttiva va anche a vantaggio dei familiari che si occupano di una generazione più anziana. È positiva per gli uomini, le donne, le famiglie e l'economia».





  Ultimo aggiornamento: 9 Maggio, 22:11 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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