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Bce, Panetta candidato italiano per il Comitato esecutivo

Bce, Panetta candidato italiano per il Comitato esecutivo
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Mercoledì 25 Settembre 2019, 19:00 - Ultimo aggiornamento: 19:40
L'Italia manterrà il suo posto nel comitato esecutivo della Bce. O meglio, lo perderà solo per un paio di mesi soltanto: con l'addio di Mario Draghi, il 31 ottobre, Roma perderà il suo posto nel potente organismo che prepara le decisioni del consiglio direttivo, quello con i governatori, e attua la politica monetaria. Ma già da gennaio l'Italia vuole che sia Fabio Panetta, direttore generale di Bankitalia, a succedere al membro francese uscente, Benoit Coeuré.

Il ministero dell'Economia si è mosso nell'ultima giornata utile - la scadenza per inviare le candidature era il 25 settembre - e ha inviato il nome di Panetta in una lettera a Mario Centeno, il presidente dell'Eurogruppo che discuterà la nomina il 10 ottobre. Una candidatura che ha buone chance di passare, visto che è l'unica e l'Italia è la terza maggiore economia dell'Eurozona. 

Panetta, 60 anni, romano, è stato particolarmente critico nei confronti di molte decisioni di vigilanza bancaria europea che avrebbero penalizzato le banche italiane con il loro fardello di crediti deteriorati. E ha spesso dato prova di tenere particolarmente a mente le esigenze dell'Italia sul fronte della politica monetaria, dove Draghi sta fronteggiando fino all'ultimo giorno del suo mandato l'opposizione dei paesi nordici - capitanati dalla Germania - nei confronti di una politica monetaria che torna a farsi più espansiva, con il ritorno del quantitative easing, un nuovo taglio dei tassi, un nuovo round di maxi-prestiti Tltro alle banche (specialmente utili a quelle di Italia e Spagna) e la promessa di insistere con lo stimolo monetario finché sarà necessario.

Christine Lagarde, che prenderà dal 1° novembre il posto di Mario Draghi nella poltrona più alta del grattacielo di
Sonnemanstrasse, a Francoforte, avrà dunque un probabile alleato nel banchiere centrale che l'Italia candida Bce. Con meno difficoltà nel portare avanti lo stimolo monetario lasciatole in eredità da Draghi, che il 12 settembre ha annunciato nuovi acquisti di bond al ritmo di 25 miliardi di euro al mese, e garantito che non ci sarà nessun rialzo dei tassi, per un orizzonte temporale indefinito («finché necessario»).

Le procedure europee prevedono che, dopo il vaglio dell'Eurogruppo, spetti al Consiglio Ue fare una raccomandazione, con il Consiglio europeo che poi a maggioranza qualificata farà la nomina dopo aver sentito il Parlamento europeo e il consiglio direttivo della Bce. Una nomina, va ricordato, che seppure parta da una candidatura nazionale è esercitata nell'interesse collettivo dell'Eurozona. Panetta, insomma, non andrà a rappresentare gli interessi italiani ma quelli di tutti i diciannove. Ciò non toglie che con ogni probabilità farà da argine ai membri della Bce che, arrivata Lagarde, vorrebbero iniziare una marcia indietro rispetto alla continuità con Draghi che la francese intende perseguire.

E lo farà non tanto nel campo delle banche, dove per l'Italia ha seduto nel consiglio di Vigilanza oggi presieduto da Andrea Enria. Ma proprio nella politica monetaria, dove ha concentrato i suoi lavori sia di ricerca che di policy, con alle spalle una laurea alla Luiss in economia, un Master in economia monetaria alla London School of Economics e un PhD alla London Business School. La sua frequentazione delle riunioni della Bce come 'deputy' del governatore di Bankitalia parte da Antonio Fazio (2004) ed è proseguita fino al 2017 con Visco, e come alternate Panetta ha preso parte al board della Banca dei regolamenti internazionali, del G7 e G20.

Una sua pubblicazione, Banche centrali nel XXI secolo: mai dire mai, del 2016, è una appassionata difesa del 'whatever it takes', dell'interventismo e delle politiche monetarie creative e non convenzionali in quella che è una «nuova normale» date le sfide straordinarie fronteggiate dalle banche centrali. A sostituirlo in Bankitalia sarà, nell'ipotesi più probabile, il suo attuale vice. Daniele Franco, tornato in Bankitalia lo scorso maggio dopo essere stato, dal 2013, Ragioniere generale dello Stato. 

 
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