Per i 282mila bancari a gennaio 80 euro in più in busta paga, incrementi graduali fino a 190

Venerdì 20 Dicembre 2019 di Michele Di Branco

Contratto bancari, fumata bianca. È stata siglata l'intesa sull'ipotesi di accordo per il nuovo contratto che riguarda 282 mila bancari, con un aumento medio di 190 euro. Il nuovo contratto, che sostituisce quello scaduto alla fine del 2018, sarà valido fino al 31 dicembre 2022. Per quanto riguarda il trattamento economico, i 190 euro saranno corrisposti sulla figura media con sette scatti di anzianità. L'aumento sarà erogato in tre tranche: la prima, da 80 euro, a gennaio 2020, la seconda, da 70 euro, a gennaio 2021 e la terza, da 40 euro, a dicembre 2022. Per quanto riguarda l'area contrattuale, l'impianto resta in piedi e viene esteso alle lavorazioni di Npl e Utp.

Contratto bancari, fumata bianca Abi-Sindacati: aumento di 190 euro

SILEONI: C'È UN RICONOSCIMENTO
L'accordo prevede poi, tra le altre cose, l'abbattimento a carico delle aziende della penalizzazione del 10% sul salario di ingresso per i neoassunti, l'incentivazione sul Fondo per l'occupazione di 3.500 euro per le nuove assunzioni effettuate nel Mezzogiorno e il diritto alla disconnessione. L'Abi ha affidato al Casl guidato da Salvatore Poloni («È un contratto che guarda al futuro» ha sottolineato il dirigente) il compito di chiudere il negoziato con i sindacati. E l'associazione dei bancari ha messo in evidenza gli elementi principali che caratterizzano l'accordo. Innanzitutto, la valorizzazione di aspetti di rilievo sociale (ad esempio, aspettativa e permessi per malattia, permessi per maternità , paternità e cura familiare).

Inoltre l'introduzione di meccanismi di conciliazione vita-lavoro (ad esempio, lavoro a tempo parziale, lavoro agile, banca del tempo). Importanti le novità in tema di tutele (ad esempio, procedimenti disciplinari, tutela per fatti commessi nell'esercizio delle funzioni) e quelle in materia di politiche commerciali (ad esempio l'inserimento dell'accordo del 2017 quale parte integrante del contratto), il livello retributivo di inserimento professionale (abrogando l'istituto anche in un'ottica di attratività per giovani generazioni con più sviluppate competenze digitali), formazione, salute e sicurezza (prevedendo il concreto avvio dei lavori di una commissione nazionale). Alcuni di questi istituti (smart learning, banca del tempo e lavoro flessibile) - osserva l'Abi -puntano anche a consentire alle aziende bancarie di minori dimensioni di accedere agevolmente a strumenti normalmente negoziati dai grandi gruppi bancari. Si tratta di un approccio che, valorizzando anche buone prassi molto diffuse nelle aziende bancarie, mira a rafforzare il patto sociale tra imprese e lavoratori.

In tale prospettiva, un ulteriore tema centrale del contratto, è quello che riguarda la valorizzazione dell'accordo del febbraio 2017 sulle politiche commerciali. Senza introdurre ulteriori impegni - si legge in una nota - l'obiettivo è quello di confermare alcune disposizioni di quell'accordo nell'ambito del rinnovo contrattuale per sostenere una ripresa del clima di fiducia nei rapporti tra clienti, aziende e lavoratori». Soddisfatti i sindacati. Per il leader della Fabi, Lando Maria Sileoni, «è stato ottenuto un importante riconoscimento economico. E inoltre - aggiunge il capo della sigla più rappresentativa - sulla vendita dei prodotti finanziari avremo un controllo diretto obbligando i banchieri a condividere le politiche di vendita». Soddisfazione anche dal presidente dell'Abi Antonio Patuelli.
 

Ultimo aggiornamento: 12:24 © RIPRODUZIONE RISERVATA