Alitalia, verso l’ok alla vendita dall’Europa

Alitalia, verso l’ok alla vendita dall’Europa
di Umberto Mancini
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Lunedì 1 Marzo 2021, 22:59 - Ultimo aggiornamento: 2 Marzo, 10:45

Compromesso in vista con l’Europa sul salvataggio di Alitalia. In queste ore sarebbe stato raggiunto un accordo di massima con Bruxelles per la cessione a trattativa diretta o attraverso un passaggio tecnico al Tesoro della parte aviation (piloti, slot e aerei) dalla compagnia in amministrazione straordinaria alla newco Ita. Ovviamente ad un prezzo congruo e di mercato. Per quanto riguarda invece la manutenzione e l’handling la strada individuata sarebbe quella del bando di gara aperto, al quale ovviamente parteciperà la società guidata da Fabio Lazzerini insieme ad altri concorrenti. Si tratta di una soluzione che, sempre che vada in porto, da un lato garantirebbe una certa discontinuità con il passato e, dall’altro, consentirebbe alla Nuova Alitalia di scaldare i motori e decollare.

Soprattutto eviterebbe di lasciare nel limbo gli 11 mila dipendenti del gruppo che a fatica, come noto, hanno ricevuto gli stipendi di febbraio e che, senza interventi, a marzo troveranno zero euro in busta paga. Del resto la mission del vettore tricolore, che ha in dote ben 3 miliardi, è stata confermata dal nuovo esecutivo e senza una vera svolta rischia davvero di fallire ancor prima di nascere.


LA ROAD MAP


L’obiettivo del presidente Mario Draghi è fare presto, recuperando i ritardi del passato (ci sono voluti ben 7 mesi solo per costituire e far partire Ita, mentre il bando di vendita dei rami aziendali di Alitalia è rimasto nel cassetto fino ad oggi). Proprio Draghi, che ha attivato un cabina di regia con il titolare dell’Economia, Daniele Franco, delle Infrastrutture Enrico Giovannini, dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti e del Lavoro Andrea Orlando, vuole stringere sul dossier e dare certezze. Per questo i contatti con la Ue si sono intensificati in vista della call di giovedì. Tutti nel governo sono infatti consapevoli che è necessario sfruttare il vento favorevole della stagione estiva e la ripartenza, si spera, del turismo nel mondo. Ita deve alzare i carrelli entro maggio, altrimenti i soldi a pioggia già spesi saranno stati inutili.


LE INCOGNITE
Palazzo Chigi non si attende grosse resistenze da parte della commissaria Margrethe Vestager perché, sotto il profilo regolatorio, il passaggio dell’aviation ad Ita verrebbe giustificato dalla necessità di garantire un servizio pubblico essenziale che non può interrompersi. E il blocco operativo, paventato dal commissario Giuseppe Leogrande a causa della fine dei fondi, metterebbe a rischio, tra l’altro, il trasporto dei medicinali. Alitalia non ha infatti quasi più soldi in cassa e senza il graduale trasferimento degli asset rischia di dover lasciare gli aerei a terra. 
Per convincere la Ue il governo italiano insisterà molto sul fatto che il piano industriale di Ita è aperto a partner sia industriali che commerciali.

Partner che, passata la bufera sul mercato del trasporto aereo, potrebbero entrare sia nella holding che nelle società controllate. Lufthansa, come anticipato dal Messaggero, si è già fatta avanti, ma anche Delta Airlines è pronta a dare battaglia per stabilire una alleanza in Italia. Certo si tratta di una prospettiva non a breve termine, ma comunque percorribile visto che il piano Ita non prevede che la nostra compagnia gareggi da sola, con 52 aerei e forse il doppio tra un paio d’anni, nel contesto internazionale. 
 

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