CORONAVIRUS

Abi: accolte 337.000 domande di sospensione dei mutui
Nuovo accordo per allargare la platea

Mercoledì 22 Aprile 2020
Sono 337.000 le domande per la sospensione dei mutui da parte delle famiglie e delle Pmi, per un debito residuo di 45 miliardi di euro. Lo hanno detto i rappresentanti dell'Abi (associazione bancaria italiana) in audizione presso la commissione di inchiesta sulle banche. Un numero inferiore quindi alle stime e alle elaborazioni della task force di cui fanno parte Mef, Mise, Banca d'Italia, Abi e Mcc, che al 3 aprile stimava il numero complessivo di nuove sospensioni (domande o comunicazioni pervenute/accolte) a 664.500 con un debito residuo di 75 miliardi di euro (437.500 domande per 58 miliardi di debito residuo da parte delle imprese;  227.000 per 17miliardi di debito residuo da parte di famiglie e professionisti).
Intanto Abi, Adiconsum e le altre associazioni dei consumatori, hanno raggiunto un accordo che amplia la platea di chi può richiedere  la sospensione  fino a 12 mesi della quota capitale delle rate dei mutui garantiti da immobili e degli altri finanziamenti a rimborso rateale. Per poter accedere alla moratoria gli eventi previsti riguardano la cessazione del rapporto di lavoro subordinato per qualsiasi tipo di contratto; la sospensione dal lavoro o riduzione dell’orario di lavoro per un periodo di almeno 30 giorni; morte o insorgenza di condizioni di non autosufficienza; riduzione di un terzo del fatturato causata dall’evento epidemiologico per lavoratori autonomi e liberi professionisti. L'intesa riguarda  i mutui garantiti da ipoteche su immobili non di lusso erogati prima del 31 gennaio 2020 a persone fisiche per ristrutturazione degli stessi immobili ipotecati, liquidità o acquisto di immobili non adibiti ad abitazione principale, che non rientrano nei benefici previsti dal Fondo Gasparrini o pur essendo connessi all’acquisto dell’abitazione principale non presentano le caratteristiche idonee all’accesso del Fondo Gasparrini; prestiti non garantiti da garanzia reale a rimborso rateale erogati prima del 31 gennaio 2020. La sospensione comprende anche le eventuali rate scadute e non pagate dopo il 31 gennaio 2020 e non determina l’applicazione di alcuna commissione. 
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