Volano chip e terabit: bentornati investimenti record

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di Roberta Amoruso
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Mercoledì 8 Settembre 2021, 12:09 - Ultimo aggiornamento: 10 Settembre, 15:51

L'Europa vedrà il suo anno migliore dal 2006 a questa parte». Suona come la previsione più attesa del 2021 per il mercato l’istogramma costruito da S&P Global per dire che il capex corporate globale, quindi gli investimenti, che poi sono la benzina della crescita, cresceranno di almeno il 13% nel 2021. Mentre l’Europa arriverà almeno al 17%. Con l’America Latina attesa al 27%. Un ritorno alla luce, anzi di più, per le imprese, visto che rivedere una crescita a doppia cifra significa per l’80% delle imprese del campione, tra comunicazioni al mercato e consensus degli analisti, punterà sul futuro più di quanto fatto prima della pandemia.

L’INVERSIONE

La crescita interesserà un po’ tutte le aree geografiche, tutti i comparti e tutti i gruppi industriali. Ma semiconduttori, con ben oltre il 30% di crescita, retail, software e trasporti sono i settori che stanno alzando di più la posta. Più in generale, saranno Information technology, materiali e utilities a fare la parte del leone. Va detto, spiega Gareth Williams, che il cosiddetto “capex” si è dimostrato «capace di resistere bene alla pandemia». Perché se nel 2020 si è registrata una contrazione del 6%, simile a quella vista dopo la crisi finanziaria del 2009, «ciò è dipeso in buona parte dai forti tagli agli investimenti legati alle materie prime». Escludendo energia e materiali, si stima che la portata degli investimenti raggiungerà davvero livelli record nel 2021, crescendo del 15% a ben 2,8 trilioni di dollari nel mondo, rispetto ai 2,5 trilioni del 2020. Questo vuol dire che, seguendo lo stesso criterio, il capex nel 2020 è diminuito solo del 2%, ben lontano dal -7% della crisi finanziaria del 2009. Un miracolo considerando l’aggressività della crisi pandemica. La sorpresa è che ben 16 su 20 gruppi industriali spenderanno di più nel 2021 rispetto al periodo pre-pandemia. Una capacità di ripresa che dipende da più di un fattore. C’entra la migliore gestione della pandemia nell’area dell’Asia-Pacific, ma anche l’impatto dei sostegni governativi e la crescita di driver come la digitalizzazione e la transizione energetica.

LE REVISIONI

Non solo. La stima di S&P Global rischia di essere anche conservativa considerando lo slancio del Pil che potrebbe andare oltre le previsioni e tenendo conto della liquidità in cassa custodita da molte imprese nei mesi più duri dell’emergenza, anche per l’effetto prestiti. La ripresa economica in atto dovrebbe infatti sostenere lo slancio degli investimenti, rafforzato da solide politiche di incoraggiamento per la spesa legata alle infrastrutture e al clima. Ma sarà anche il tesoretto da spendere a fare la differenza: secondo i calcoli di S&P, le aziende del Global Capex 2000 di S&P Global Ratings hanno una liquidità record di 7,9 trilioni di dollari nei propri bilanci. Una dote da sfruttare all’occorrenza.

I PIÙ AGGRESSIVI

La buona notizia è che la dote di “capex” dovrebbe riuscire ad alleviare la carenza di chip per i semiconduttori. Mentre è probabile che gli investimenti rimangano contenuti per il settore materiali. Ma è sorprendente come nelle ultime settimane ci sia stata una revisione al rialzo nelle previsioni di spesa da parte di un gruppo ristretto di imprese considerate già “big spending”: in prima linea figurano Taiwan Semi (+65% rispetto alle previsioni), Amazon, Facebook, Intel e NextEra Energy. Giusto per comprendere fino a che punto le società tecnologiche (di hardware o software che siano), i cosiddetti “disruptors”, i trasformatori delle vendite digitali e le potenti utilities focalizzate su rinnovabili e transizione energetica, siano protagoniste di questa corsa agli investimenti.

Peseranno ancora tanto gli investimenti in un mondo sempre più virtuale e immateriale? «Le spese in Ricerca&Sviluppo sono sempre cresciute a ritmo accelerato rispetto agli investimenti dal 2014 in poi. E la pandemia ha anche accentuato questa tendenza», spiegano da S&P Global. Quindi altro che anacronismo, anche i terabit costano. E sempre più spesso dove pesano gli investimenti, si nascondono anche le opportunità.

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