Pannolini, a Treviso nasce il primo impianto al mondo che li ricicla al 100%

Mercoledì 25 Ottobre 2017
Nonostante l'aspetto innocuo, associato alla tenerezza dell'infanzia, i pannolini sono nemici giurati dell'ecologia. Il più noto complemento per l'infanzia impiega circa 500 anni a degradarsi e si calcola che ogni bambino, nei primi tre anni di vita, ne consumi oltre 4500. Lo stesso problema si pone per i pannoloni per l'infanzia e per gli assorbenti femminili. Un mare di plastica che ogni giorno sfuge al riciclo. 

Ora le cose potrebbero cambiare.  A Lovadina di Spresiano, in provincia di Treviso,  è stato presentato il primo impianto su scala industriale al mondo in grado di riciclare il 100% dei prodotti assorbenti usati, trasformandoli
in materie prime ad alto valore aggiunto come plastica, cellulosa e polimero super assorbente che potranno essere riutilizzati in nuovi processi produttivi.

La tecnologia sviluppata e brevettata in Italia da Fater spa, joint venture paritetica fra Procter & Gamble e il Gruppo Angelini e leader di mercato in Italia nella produzione e commercializzazione di prodotti assorbenti per la persona, rende riutilizzabile una categoria di prodotti sino ad ora non riciclabili. L'impianto, unico al mondo, ha l'obiettivo di confermare l'efficienza su scala industriale della tecnologia, per trattare, a regime, 10.000 tonnellate l'anno di prodotti assorbenti usati, così servendo una popolazione di circa 1 milione di persone. Sarà ubicato presso la sede di Contarina Spa, società che si occupa di gestione e di raccolta dei rifiuti in 50 comuni del bacino Priula. 

Un vantaggio economico e ambientale. Il nuovo impianto consentirà l'eliminazione dei prodotti assorbenti da  discariche e inceneritori che evita emissioni equivalenti a quelle assorbite ogni anno da oltre 30 mila alberi. Se
esteso a tutto il territorio nazionale, questo sistema industriale consentirebbe di ridurre le emissioni climalteranti prodotte ogni anno da oltre 100 mila automobili. Senza contare il riciclo in materie prime di elevata qualità che saranno utilizzabili in molteplici nuove produzioni. Da 1 tonnellata di rifiuti raccolti in maniera differenziata infatti sarà possibile ricavare fino a 150kg di cellulosa, 75kg di plastica e 75kg di polimero super assorbente, che potranno essere impiegati in nuovi processi produttivi

«Puntiamo all'industrializzazione del nostro processo di riciclo entro il 2018  - afferma Giovanni Teodorani Fabbri, Fater AHP Recycling BU general manager - e a breve installeremo un ulteriore impianto con ulteriori innovazioni in Olanda. La nostra soddisfazione è duplice: aver fatto la cosa giusta per l'ambiente e l'aver strutturato un modello di business che si autosostiene sotto il profilo finanziario, a conferma dell'impegno di Fater, e dei suoi azionisti P&G e Gruppo Angelini, nei confronti dei principi dell'economia circolare».
  Ultimo aggiornamento: 26 Ottobre, 19:01 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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