Grant Thornton: imprese prevedono calo esportazioni e occupazione

Lunedì 14 Novembre 2016
Nei prossimi 12 mesi le imprese italiane prevedono una diminuzione delle esportazioni e dell'occupazione, con un aumento della domanda interna mentre il tasso di ottimismo cala di 6 punti rispetto al trimestre precedente ma meno rispetto a Regno Unito e Spagna (- 19 punti), Francia (-18 punti). I dati emergono dall'ultimo International Business Report di Grant Thornton che monitora, a livello mondiale - svolgendo un'indagine trimestrale su 2600 dirigenti - quelle che sono le prospettive di crescita e investimento in 37 paesi nel mondo.

Nel terzo trimestre 2016 solo il 26% delle imprese italiane ha dichiarato ottimismo per l'avvenire, contro il 32% del
secondo trimestre e 50% del primo trimestre, rileva la ricerca, in cui si sottolinea che solo il 12% delle imprese pensa aumenterà le esportazioni nel prossimo anno, la metà di quel 24% registrato nel primo trimestre, 18% nel secondo.

Per quanto riguarda le esportazioni, il dato più basso mai registrato è stato quello del secondo trimestre 2013 con un 2%. In calo anche le prospettive occupazionali: solo il 14% prevede nuove assunzioni contro un 30% del secondo trimestre. Riguardo agli investimenti, il 38% investirà in nuovi stabilimenti e macchinari, contro il 50% del trimestre precedente; in diminuzione anche quelli in ricerca e sviluppo: 38%, verso 48% nel secondo trimestre, ma in aumento dal 32% del primo.

«L'incertezza politica di molti paesi dell'Europa, vedi Brexit, ma anche quella legata a fenomeni più locali come il
referendum costituzionale in Italia - ha dichiarato Stefano Salvadeo, ceo di Grant Thornton Financial Advisory Services - portano sicuramente le imprese a maggiore prudenza». Le aziende reagiscono, ha aggiunto, «ritardando le decisioni d'investimento e congelando di fatto le assunzioni».

«Riguardo le iniziative di crescita e le risposte degli intervistati italiani - ha sottolineato Maurizio Finicelli, presidente di Ria Grant Thornton - è interessante rilevare che un ceo o dirigente su due ritiene importante investire in politiche di marketing e di espansione dell’attività sul territorio. Un ruolo chiave per un terzo degli intervistati è il reclutamento di talenti specializzati mentre i progetti di espansione sembrano essere guidati dalla crescita per linee interne e non attraverso operazioni di fusioni e acquisizioni che vengono citate dal 4% del campione intervistato. Nelle ultime settimane i tragici fenomeni naturali straordinari che hanno colpito le Marche e l’Umbria purtroppo avranno un impatto negativo sia sull’economia sia sulle aspettative e ottimismo nel breve periodo. La risposta veloce e fattiva del Governo e delle istituzioni locali, dei sindaci in prima linea, il coraggio straordinario della popolazione colpite dal terremoto, l’impegno generoso della società civile e della rete attiva e inclusiva degli imprenditori e imprese a livello locale e nazionale sono valori esempi azioni che fanno e faranno la differenza, di cui tener conto, ispirarsi ed essere fieri come italiani», ha concluso Finicelli.

  Ultimo aggiornamento: 17:11 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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