Bollette a 28 giorni, nuove sanzioni Agcom: diffidate Tim, Wind Tre, Vodafone, Fastweb e Sky

Venerdì 16 Febbraio 2018
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L'Agcom interviene di nuovo per sanzionare le compagnia telefoniche sul caso delle bollette a 28 giorni. Il Consiglio dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, presieduto da Angelo Marcello Cardani, si legge in una nota, «ha verificato la persistenza sul mercato di offerte di servizi di telefonia fissa o convergenti con cadenza di fatturazione 28 giorni, e ha conseguentemente deciso di avviare nuovi procedimenti sanzionatori nei confronti degli operatori responsabili della reiterata violazione della delibera n. 121/17/CONS».

Gli operatori hanno utilizzato la fatturazione a cadenza di 28 giorni invece che mensili tra il 2016 e il 2017. Per l'Agcom gli operatori sarebbero dovuti tornare a bollette mensili già entro il 23 giugno dell'anno scorso. Poi è intervenuto il Parlamento a sancire lo stop definitivo alle bollette a 28 giorni. Il Tar intanto nei giorni scorsi ha bocciato la fatturazione a 28 giorni ma ha congelato l'obbligo di rimborsare i consumatori in bolletta per il pregresso. Sui rimborsi si esprimerà definitivamente il tribunale il 31 ottobre prossimo nell'udienza di merito. 

Ieri il Nucleo speciale antitrust della Guardia di finanza, su richiesta dell'Autorità garante concorrenza e mercato, ha eseguito una serie di ispezioni presso i principali operatori di telefonia fissa e mobile per verificare se ci siano state intese restrittive della concorrenza collegati alla fatturazione mensile delle bollette.

Su proposta del relatore Francesco Posteraro, l’Agcome intanto ha altresì deliberato «l’adozione di provvedimenti di diffida nei confronti di Tim, Wind Tre, Vodafone, Fastweb e Sky che non hanno rispettato le prescrizioni in materia di chiarezza, trasparenza e completezza delle informative rese agli utenti, per quanto concerne, in particolare, la precisa indicazione del prezzo di rinnovo delle offerte a fronte di modifiche contrattuali nella fase di ritorno alla cadenza mensile della fatturazione dei servizi di comunicazione elettronica. Al riguardo, l’Agcom ha inoltre sottolineato l’esigenza di chiarire che eventuali modifiche dei suddetti costi sono conseguenza esclusivamente di scelte degli operatori e non del ripristino della fatturazione su base mensile».

Le diffide riguardano anche il mancato rispetto degli obblighi in materia di esercizio del diritto di recesso, precisa l'Agcom. «L’Autorità ha messo in luce, a questo proposito, che: deve essere garantito il diritto di recedere o di passare ad altro operatore, senza penali né costi di disattivazione, anche in caso di recesso da contratti con offerte promozionali; l’eventuale esercizio del diritto di recesso dal contratto comporta il venir meno di obblighi di pagamento di canoni previsti per modem o decoder forniti dall’operatore, nonché di ulteriori oneri relativi a costi di attivazione; ai fini dell’esercizio del diritto di recesso devono poter essere impiegate tutte le medesime forme utilizzabili al momento dell’attivazione o dell’adesione al contratto».

 

Ultimo aggiornamento: 19 Febbraio, 14:47 © RIPRODUZIONE RISERVATA

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