Linda Zall la scienziata "segreta" che nella Cia guidò il team di ricerca sul climat change

Domenica 10 Gennaio 2021 di Franca Giansoldati
credit Linda Zall

Chi per decenni ha guidato le più importanti ricerche scientifiche sul riscaldamento climatico servite a mettere a fuoco il problema dello scioglimento dei ghiacci, a cominciare dalle prime mappature satellitari degli anni Settanta, ha finalmente un volto.

Si tratta di una donna: Linda Zall. E' lei la protagonista in assoluto della investigazione climatica fatta dalla fine degli anni Ottanta in poi, anche se il suo nome fino ad oggi è rimasto nell'ombra e sconosciuto ai più. Il fatto è che Linda ha sempre lavorato dietro le quinte a un complesso programma sviluppato dai governi americani all'interno della Cia dove guidava un nutrito team al quale facevano parte climatologi, fisici, matematici, biologi.

 

Il programma climatico fu ufficialmente fondato nel 1992, con la fine della guerra fredda, avvalendosi di tutti i dati raccolti a partire dagli anni Sessanta, grazie ai primi satelliti lanciati nello spazio. E' grazie a questo programma che la precisione, il ritmo e la portata del cambiamento planetario è stata possibile. Linda ha ordinato, analizzato e guidato gli studi accademici che si sviluppavano sulle fotografie dei satelliti. Milioni e milioni di immagini, studi, rapporti, elaborazioni matematiche – spesso classificate come top secret – hanno effettivamente consentito di racchiudere con certezza il limite massimo della sostenibilità del pianeta. Dai dati primari - come nel caso di nevicate e bufere di neve, ghiaccio marino e ghiacciai che si scioglievano - fino ai modelli matematici precisi sui quali si basano le attuali previsioni.

 

Linda Zall, 70 anni, era dietro tutto questo e ora che è andata in pensione ha vuotato il sacco e raccontato la sua storia al New York Times che ha pubblicato un resoconto dettagliato del lavoro di investigazione ambientale svolto senza clamore. Di fatto facendo quello che alle donne che arrivano ai vertici riesce meglio: team building, fare squadra, una caratteristica che le è stata riconosciuta pubblicamente da diversi scienziati intervistati dall'autore dell'articolo, William J. Broad, già due volte premio Pulitzer. 

«Niente di tutto quello che è stato scoperto sul riscaldamento climatico sarebbe successo senza di lei», ha detto Jeffrey K. Harris, che ha lavorato con Linda Zall come direttore del National Reconnaissance Office, l'ufficio che gestisce la flotta di spie e satelliti in orbita. 


A questo progetto ha lavorato l'elite scientifica americana, composta da almeno 70 scienziati reclutati personalmente da Linda Zall per setacciare e analizzare montagne di immagini provenienti da un archivio militare. Un archivio sterminato di dati accumulati durante la guerra fredda, una sorta di sottoprodotto dello spionaggio nello spazio sui russi. Quelle immagini - che prima servivano a distinguere le minacce reali dalla propaganda sovietica-, sono poi servite per mettere in piedi un osservatorio straordinario sulla vita del pianeta. 

 


Linda è stata una leader straordinaria» ha detto Michael B. McElroy, fisico planetario e professore di studi ambientali ad Harvard. «Aveva energia ed entusiasmo e una meravigliosa capacità di comunicare con le persone. Il fatto che fosse una donna e dicesse cosa fare e non fare non deve essere stato sempre semplice per lei». 

Il primo satellite di ricognizione, chiamato Corona, fu lanciato nel 1960. Da allora molti satelliti spia orbitarono su percorsi nord-sud che passavano vicino ai poli in modo che, mentre il pianeta girava, la stragrande maggioranza della superficie terrestre passava sotto i loro sensori nel corso di 24 ore. Dall'Artico all'Antartide. 

«Questo programma ha fornito le prime vere misurazioni dello spessore del ghiaccio e a quanto ammontava la perdita di stagione in stagione» ha detto James Baker, ex direttore della National Oceanic and Atmospheric Administration e parte del comitato consultivo alla Cia diretto dalla Zall.

Linda Zall è nata in un piccolo paesino immerso nel verde nello Stato di New York. Suo padre lavorava in un grande caseificio e negli anni Sessanta traferì la famiglia in città per poter far studiare i figli. Nel 1976 Linda si è laureò alla Cornell University con un dottorato di ricerca in ingegneria civile e ambientale. Il suo mentore all'università, il professor Donald Belcher, fu un pioniere nell'applicazione della fotografia aerea alle questioni di ingegneria, come - ad esempio - dove costruire case e città. Fu Belcher a mandare Linda appena laureata a seguire un progetto in Alaska per valutare i cambiamenti nel permafrost che già all'epoca iniziava a scongelarsi. Dal 1975 al 1984, Linda ha lavorato per la Earth Satellite Corporation e nel 1985 venne reclutata dalla Cia, nell'ultimo periodo della guerra fredda. E' a lei che si deve l'intuizione di iniziare a sfruttare un archivio enorme di dati top secret per valutare l'andamento della struttura dei ghiacci.

Non tutto fu però semplice, perché la prospettiva di sfruttare i satelliti spia per le questioni ambientali essendo una novità assoluta non poteva che incontrare la resistenza da parte dei feudi dell'intelligence, costruiti su decenni di colossali budget. Fu così che la catastrofe ambientale divenne una materia di interesse collettivo. 

Dopo l'andata in pensione di Linda Zall la presidenza Trump ha deciso di chiudere il programma di ricerca sul destino della terra. Ora in molto sperano che il nuovo presidente Biden possa riprendere in mano il lavoro incompiuto su come monitorare il clima. 
 

Ultimo aggiornamento: 11 Gennaio, 16:47 © RIPRODUZIONE RISERVATA