Appello alla ministra Lamorgese: «Stop sottrazione dei figli alle madri che denunciano i padri violenti»

Appello alla ministra Lamorgese: «Stop sottrazione dei figli alle madri che denunciano i padri violenti»
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Lunedì 19 Luglio 2021, 18:04 - Ultimo aggiornamento: 18:48

Stop alla sottrazione dei figli alle mamme che denunciano i padri violenti. É l'appello rivolto da Differenza Donna alla ministra dell'Interno Luciana Lamorgese. «Chiediamo alla ministra Lamorgese di emettere con urgenza una indicazione che renda impossibile una prassi che non si fonda su nessuna norma che porta a una grave violazione dei diritti umani dei bambini per mano dello Stato e delle forze dell'ordine», ha detto la presidente di Differenza donna Elisa Ercoli all'evento 'Il dramma dei prelievi coatti dei minori sottratti alle madri che denunciano padri violenti".

«Bisogna mettere fine a queste pratiche di tortura sistemica e istituzionale. Chiediamo l'immediata sospensione delle procedure tecniche d'ufficio e dei prelievi coatti che ci sono stati finora e quelli programmati. Serve un tavolo di lavoro immediato con la ministra Lamorgese e il Tribunale dei minori e il Csm su come muoverci nel futuro. Queste pratiche sono rivolte a donne che non hanno avuto alcuna denuncia di maltrattamento», ha aggiunto Elisa Ercoli. 

Come ha denunciato nei giorni scorsi una ricerca nazionale fatta dai Centri Antiviolenza e dagli avvocati che si occupano delle vittime,  nei tribunali civili e per i minori la Convenzione di Istanbul non sempre viene applicata sull’affidamento dei figli. E questo conferma il ruolo preponderante delle CTU (Consulenze Tecniche d'Ufficio redatte da psicologi) e la conseguente vittimizzazione secondaria delle donne che hanno subito maltrattamenti in famiglia.

LA SENATRICE VALENTE

«Stiamo lavorando come commissione sul fatto che molto spesso cle donne che denunciano violenza vengono molto spesso messe sotto attacco, a volte anche per mano delle istituzioni. Bisogna far sentire accolte le donne che denunciano», ha detto la senatrice Valeria Valente, presidente della Commissione femminicidio, intervenendo all'evento. «Se c'è violenza la convenzione di Istanbul dice che il bambino deve essere allontanato e le valutazioni spettano solo al giudice. La Cassazione dice che va ponderato il rischio che corre un minore quando rifiuta uno dei due genitori e dimostra che l'altro è l'unico suo punto di riferimento. Il minore deve essere sempre messo al centro. Se c'è violenza, il minore deve essere allontanato dal padre e il piccolo e la madre devono essere messi in sicurezza insieme».

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