Civitavecchia, le lezioni a distanza diventano regola: «Però stare in classe è un'altra cosa»

Lezione a distanza di uno degli istituti superiori di Civitavecchia
di Vincenzo Sori
3 Minuti di Lettura
Lunedì 6 Aprile 2020, 14:29

Lontani ma vicini. E anche un po' preoccupati. Le scuole cittadine di ogni ordine e grado affrontano l'emergenza Coronavirus con l'unico strumento al momento disponibile: la tecnologia. Via dunque alla didattica a distanza, in tutte le sue forme e modalità, cercando di seguire le indicazioni operative del Miur (a giorni tra l'altro è atteso un nuovo decreto su date, modalità di lezione ed esami di Stato), ma in un contesto di grande incertezza. Soprattutto fra gli studenti che fra tre mesi dovranno sostenere la Maturità.
LE SUPERIORI
«Non ci siamo fatti cogliere impreparati così il preside del Marconi Nicola Guzzone il team digitale sta facendo un ottimo lavoro. Il nostro compito è quello di compattare le classi e portare avanti il lavoro malgrado le difficoltà, che sono oggettive». «È come stare in guerra l'affondo di Stefania Tinti, dirigente dello Stendhal siamo alla ricerca continua di soluzioni per risolvere i problemi, ma se dicessi che va tutto bene, direi un'inesattezza». «La didattica online è stata attivata dal giorno successivo alla chiusura delle scuole dice Maria Zeno, preside dei due licei cittadini Galilei e Guglielmotti . Mi sembra che tutto proceda bene. È chiaro che dobbiamo limare taluni aspetti, per esempio non sovraccaricare gli studenti». «L'offerta formativa è stata rimodulata spiega Giovannina Corvaia, dirigente del Calamatta tutto si gioca sulla formazione dei docenti e sui device dei ragazzi. La didattica a distanza non è propriamente inclusiva, dunque bisogna pensare a come andare incontro alle esigenze degli studenti più fragili».
I COMPRENSIVI
Digitalizzata anche l'attività dei comprensivi. «I docenti si sono reinventati con strumenti nuovi spiega Francesca Licciardello, dirigente del Via XVI Settembre dal 16 marzo siamo operativi su piattaforme Microsoft. Alla Manzi abbiamo attivato anche la didattica a distanza per il musicale». «Abbiamo risposto presente allo stato di emergenza così Lucia Matarazzo, preside dell'Ennio Galice individuando i nuclei fondanti degli insegnamenti e cercando di capire le criticità. Grazie ai sacrifici dei docenti e alla disponibilità dei genitori, l'offerta formativa continua a essere erogata». «A inizio anno abbiamo potenziato tutti i sistemi e questo ci sta aiutando spiega Francesca De Luca, dirigente del comprensivo Civitavecchia 2 seguiamo un metodo omogeneo per tutte le classi, anche per gli studenti Bes e Dsa. Anche le scuole dell'infanzia stanno facendo didattica a distanza».
IL PARERE DEI RAGAZZI
Ma sono gli studenti a raccontare le difficoltà maggiori di un sistema che prova a essere scuola senza stare a scuola. «Ci sono pro e contro spiega Manuel Gregori, IV E scienze applicate del Marconi l'istituto si è fatto trovare pronto ma i problemi di connessione sono dietro l'angolo». «Siamo stati fortunati spiega Ludovica Mojoli, Stendhal IV C relazioni internazionali per il marketing perché il nostro istituto era già attrezzato. Certo, il contatto umano con i professori è un'altra storia». «Siamo preoccupati racconta Alessia Bencini, V A liceo classico vivere gli ultimi mesi prima della maturità isolati non è piacevole. Le lezioni sono utili ma ci sono problemi, tecnici e organizzativi». «Dobbiamo lavorare molto di più rispetto a quando andavamo a scuola sostiene Antonio Degni, V G scientifico Santa Marinella - ma a mio parere è un vantaggio, soprattutto per noi del quinto, poiché siamo proiettati verso il mondo universitario». «Ci siamo organizzati con diverse applicazioni spiega Marco Virgili, V A scientifico Civitavecchia . Ma c'è un po' di confusione, troppe piattaforme, e i compiti in classe da casa sono abbastanza fittizi». «La mia scuola è organizzata davvero bene dice Giordana Alessio, Calamatta V B Tecnico trasporti e logistica i docenti ci supportano al massimo in vista dell'esame di Stato, ma è chiaro che siamo molto preoccupati».
 

© RIPRODUZIONE RISERVATA