Civitavecchia, distanze ridotte per bar e ristoranti: si riapre con più fiducia

I dispenser di gel sono obbligatori in tutti i bar e ristoranti
di Vincenzo Sori
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Domenica 17 Maggio 2020, 14:31

Ristoranti, bar e pizzerie: la distanza di sicurezza si riduce, da due metri a uno, e i commercianti tirano un sospiro di sollievo. L'accordo tra governo e Regioni trovato venerdì piace anche agli esercenti locali che dopo mesi di paura e preoccupazione, arrivano alla riapertura al pubblico di domani con un briciolo di entusiasmo in più. Prodotti igienizzanti per clienti e personale, accessi preferibilmente su prenotazione, ingressi scaglionati, niente buffet, obbligo di indossare mascherine (per il personale e per i clienti quando non sono seduti ai tavoli), preferenza per l'utilizzo degli spazi esterni e distanziamento fisico di almeno un metro, nei locali e al bancone dei bar (distanza che può essere ridotta solo ricorrendo a barriere fisiche tra i tavoli). Questi i punti cardine contenuti nel documento condiviso venerdì, che si vanno ad aggiungere alle misure sulle quali sta lavorando il Comune: autorizzazione semplificata e ampliamento delle aree di occupazione suolo pubblico (i dehors), istituzione di nuove Zone a traffico limitato (soprattutto nelle strade e nelle piazze del centro storico), affidamento a commercianti e ristoratori locali di porzioni di demanio marittimo previa gara evidenza pubblica (con procedure veloci di urgenza). Inoltre: mascherine e guanti forniti da Csp a prezzi calmierati, niente Tosap fino a ottobre e Tari ridotta del 15%. Le misure ci sono; adesso però vanno messe in pratica.
MISURA IMPORTANTE
«La riduzione delle distanze di sicurezza è sicuramente un elemento importante così Marco Viscarelli, che assieme al fratello Matteo e a Federico Caselli gestisce la pizzeria-spaghetteria Inizio da 3 su viale della Vittoria . Una misura che ci dà speranza. Poter servire qualche cliente in più è fondamentale in termini di cassa. Finora con l'asporto e il delivery riusciamo a coprire a malapena la spesa alimentare giornaliera. Se consideriamo l'affitto e le rate del prestito che abbiamo acceso un anno fa per intraprendere il nostro sogno, siamo totalmente fuori. L'altro giorno ci è arrivata la bolletta del gas di marzo e aprile: 780 euro per aver lavorato circa 6 giorni in due mesi. Da lunedì (domani, ndc), se potremo, torneremo a lavorare 12 ore al giorno, con ulteriori difficoltà. Speriamo solo che lo Stato intervenga con dei prestiti veri a fondo perduto. Altrimenti sarà una fine annunciata».
GLI STATI D'ANIMO
Dalle pizzerie a ristoranti e bar. «Siamo pronti a riaprire e lo faremo con coraggio ed entusiasmo le parole di Marco Guglielmi, che col fratello Adriano e la compagna Emy gestisce Quantum, grazioso ristorante nel cuore di piazza Saffi . Con l'asporto e il domicilio sta andando abbastanza bene, dunque siamo fiduciosi. Chiaramente tutto dipenderà dai clienti, ai quali saremo chiamati a dimostrare tutta la nostra passione e professionalità, soprattutto in un momento così difficile». Emblematico il caso del Bar della Stazione, la cui attività è legata a doppia mandata al pendolarismo, professionale e scolastico. «Bene la riduzione a un metro della distanza di sicurezza dice il gestore Giuseppe Palmieri che permetterà di salvaguardare diversi coperti, ma il volume d'affari ora è bassissimo. Ogni treno a oggi viaggia con massimo 10-20 persone, non di più, e la sera alle 20 chiudiamo perché comunque non gira più nessuno. Se sarà confermato, lunedì riapriremo al pubblico. La nostra categoria è abituata a lavorare 12-15 ore al giorno e in un momento come questo dobbiamo dimostrare ancora una volta il nostro valore. Sarà dura, ma lo dobbiamo a noi stessi, ai nostri figli, alla comunità in cui viviamo».
 

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