Balene catturate e immobilizzate per esperimenti in Norvegia: «Una crudele follia»

Una balenottera (immag pubbl dalla petizione relativa a balene norvegia su change.org)
di Remo Sabatini
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Mercoledì 9 Giugno 2021, 17:00

Dopo il rinvio dovuto al maltempo di questi giorni, si attende l'inizio di una singolare sperimentazione che si terrà in mare. Sì perché, stavolta, i destinatari degli esperimenti non sono chiusi in una qualche gabbietta di un asettico laboratorio ma nuotano nelle gelide acque dei mari del nord che bagnano le coste frastagliate della Norvegia. E poi, anche se si tratta della più piccola tra le balene, infilarla in una gabbia sarebbe pressoché impossibile. O quasi. Già perché il progetto di ricerca approvato dal governo norvegese, ha pensato anche a questo trasformando un tratto di mare in un vero e proprio laboratorio per le cavie: una dozzina di balenottere minori.

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Ma cominciamo dall'inizio. Il progetto, approvato dalle autorità di quel Paese, «è stato commissionato, come ha sottolineato in un comunicato Noah, la Ong ambientalista più importante della Norvegia, da istituti di Ricerca stranieri e finanziato dall'industria petrolifera e del gas statunitense». Oggetto della ricerca: tra gli altri, la reazione delle balene ad un vero e proprio bombardamento sonoro. Già, ma come si fa a catturare una balena per tenerla ferma così che si possa trattare? Noah, studiosi e altre associazioni come Whale and Dolphin Conservation, che da giorni stanno raccogliendo firme indirizzate al Ministero Norvegese di competenza, spiegano anche questo. Al largo dell'isola Vestvagoy, sono state allestite delle reti che, al passaggio di giovani esemplari di balenottere, le costringeranno sempre di più fino a farle giungere in un'area di allevamento di salmoni modificata.

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«Una volta lì, una ad una, spiegano, saranno immobilizzate con l'ausilio di due zattere così da permettere l'applicazione di elettrodi sottocutanei e non». Poi, partirà l'esperimento che prevede il bombardamento sonoro e la registrazione delle reazioni del cervello degli animali. La durata della sperimentazione? Non meno di sei ore, se non addirittura qualche giorno. Poi, una volta contrassegnate con rilevatori satellitari, le balene saranno rilasciate per tornare ad essere libere nel loro ambiente. «Sì, ma in che modo?» La domanda che si pongono molti studiosi allarma.

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Scopi, tempi e soprattutto modalità della sperimentazione, prevista anche nel medesimo periodo del prossimo anno, per le balene, animali che vivono in mondo di suoni delicati, è certamente fonte di stress e non solo. «Il rischio per le balene, ha commentato la dottoressa Siri Martinsen di Noah, è altissimo. Intrappolate, potrebbero provocarsi anche gravi lesioni nel tentativo di fuggire. Lesioni che insieme allo stress, potrebbero risultare fatali. Non è accettabile». Tra le iniziative nate per contrastare questa sperimentazione, quella che, su Change.org sta registrando migliaia di adesioni provenienti da tutto il mondo. A promuoverla, con il sostegno di alcune associazioni, la norvegese Vicky Moens: «Non posso credere, ha scritto, che questa cosa possa accadere nel Paese dove vivo». La Norvegia, insieme a Paesi come il Giappone, ogni anno è responsabile di centinaia di balene uccise. Tra le motivazioni che ancora autorizzano la caccia, la Ricerca. 

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