«Un extracomunitario in meno, ce ne faremo una ragione». Sindacalista si dimette dalla Cgil per il post su Fb

Martedì 11 Settembre 2018
Un post su Facebook ha acceso un vespaio all'Aquila, costringendo un esponente della Cgil a presentare le dimissioni prima della dura nota di presa delle distanze dello stesso sindacato. «Un extracomunitario di meno, ce ne faremo una ragione» ha scritto il giovane dopo il ritrovamento di un uomo, apparentemente di colore ma che poi è stato accertato essere aquilano, morto per overdose in una stanza dell'ex ospedale San Salvatore. Il post ha generato immediatamente una reazione sdegnata e diffusa, soprattutto sui social. Massimo Costantini, avvocato del giovane, ha annunciato che il suo assistito si è dimesso dalla carica sindacale, mostrando «pentimento ed amarezza», per i contenuti del post incriminato. Il legale ha anche annunciato che sarà presentata querela per i messaggi «apertamente minatori ed indubbiamente offensivi» ricevuti dal suo assistito.

Contemporaneamente la Cgil, per bocca di Umberto Trasatti e Marilena Scimia, ha dato comunicazione di aver avviato la procedura di espulsione. La Cgil nella nota definisce le frasi «intollerabili e inumane, e che hanno immediatamente portato alla convocazione degli organi esecutivi interni della Cgil provinciale e della categoria delle comunicazioni (Slc) per attivare le procedure di espulsione immediata del soggetto. Un verdetto che sarebbe arrivato inevitabile e che la persona in questione ha ritenuto di anticipare con le proprie dimissioni e con la cancellazione dall’iscrizione al nostro sindacato». © RIPRODUZIONE RISERVATA

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