Valle del Sagittario, mancano medici, pediatri, 118: la montagna è rimasta senza assistenza

Medici, pediatri, 118: la montagna è rimasta senza assistenza
di Sonia Paglia
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Lunedì 29 Novembre 2021, 09:06

La montagna della Valle del Sagittario in provincia dell'Aquila, resta senza i servizi essenziali di assistenza sanitaria. Da un anno, il Comune di Scanno è carente del medico di base. Mentre il pediatra, mancherebbe da circa 22. Il sindaco, Giovanni Mastrogiovanni, si trova ad affrontare una situazione che diventa sempre più difficile da gestire, soprattutto con l’impeto della quarta ondata Covid e con i disagi, dovuti alla stagione invernale. La sua voce, nei palazzi istituzionali, è rimasta inascoltata. Così, decide di rivolgersi direttamente al Ministro della Salute, chiedendo una «soluzione ponte» che consenta l’assegnazione di un medico di Medicina Generale per la zona carente di Scanno, ricordando, nel contempo, la necessità di estendere il Servizio 118 dalle attuali H12 ad H24. E inoltre, di non sottovalutare l’esigenza, di assicurare la presenza del pediatra di base, che come già anticipato, è assente da circa 22 anni.

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«Alla già segnalata criticità generatasi da circa un anno – si legge nella nota del sindaco – a seguito della sospensione del servizio erogato dall’ambulatorio vaccinale presso il Distretto sanitario di base del nostro Comune, che costringe neonati e genitori a dover percorrere, circa settanta chilometri, lungo un tracciato non certo agevole, per raggiungere la prima sede utile a Sulmona, si è aggiunta anche una ulteriore e ben più grave criticità, legata alla assenza di un medico di base titolare di condotta». Con il pensionamento del precedente professionista, avvenuto circa un anno fa, l’Azienda Sanitaria, ha inizialmente provveduto alla nomina temporanea di un medico, nelle more dell’espletamento del bando. Ma nessun professionista vincitore ha scelto di coprire la “zona carente” di Scanno ed il medico che aveva scelto di assumere la condotta nel vicino Comune di Villalago, a seguito dei provvedimenti giudiziari di cui è stato destinatario, non ha mai preso servizio. «Questa situazione – continua Mastrogiovanni – ha costretto una parte della popolazione a scegliere medici titolari di condotta, operanti in un altro Comune del comprensorio di riferimento, che in alcuni casi, hanno lo studio distante anche 120 km di strada di montagna».
 

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