AQUILANI NEL MONDO/ Roberto Rosati, l'imprenditore e uomo di punta della comunità italiana in Guatemala

Venerdì 30 Ottobre 2020 di Goffredo Palmerini
Roberto Rosati

L’AQUILA - Lo conobbi nel 1975. I suoi genitori, Gastone e Angiolina, alla stazione ferroviaria dell’Aquila gestivano il FerrHotel per il personale FS e avevano là il loro alloggio. Quando da Roma fui trasferito alla stazione dell’Aquila per poter svolgere il mandato di consigliere comunale, Roberto era un ragazzo dodicenne, molto vivace. Passarono veloci per me quegli anni, ma anche per Roberto che, presa la maturità al Liceo classico, s’iscriveva all’Università dell’Aquila, facoltà di Lettere. Nel 1993 la svolta della vita, aperta da fatti casuali e dal desiderio di conoscenza.

La raccontiamo la storia di Roberto Rosati, aquilano in Guatemala. Sono quasi 28 anni che vive nella capitale. 
Roberto Rosati, anni 57, è un uomo affermato. Ha costruito con passione il suo successo, manager in vari settori d’attività, esponente di punta della comunità italiana in Guatemala. La sua storia registra costante impegno nel promuovere la cultura italiana e nel rafforzare la nostra presenza nell’economia di quel Paese. Ha guidato per molti anni la Camera di Commercio italiana. Attiva la sua presenza nella solidarietà. Per questo il Presidente Napolitano nel 2012 gli ha conferito l’onorificenza di Cavaliere dell’Ordine della Stella d’Italia.


Interessante la sua vita. «Alle Olimpiadi di Barcellona - mi racconta - conobbi un gruppo di guatemaltechi. Quell’incontro stimolò il mio viaggio in Guatemala nel 1993, approfittando dell’ospitalità e per conoscere una cultura tutta da scoprire. Mi resi subito conto che il Paese offriva opportunità di lavoro e crescita professionale che in Italia stavano riducendosi. Decisi così di rimanere qualche tempo nel Paese».


Infatti, avuto un periodo di docenza all’Università gesuita Landivar, Rosati divenne poi Segretario generale della Camera di Commercio, per tre anni. Nel frattempo gli si apriva una possibilità di lavoro nella locale sede delle Generali. «Iniziai nel ’96 un percorso professionale nuovo, come vicedirettore del ramo infortuni. Tre anni dopo presi una laurea negli Stati Uniti in Health Insurance Associate. Lavorai sei anni alle Generali, poi entrai nell’American International Group, all’epoca uno dei gruppi finanziari ed assicurativi più forti del mondo. Ero direttore commerciale della filiale in Guatemala».


Roberto è sposato con Teresa Ruiz, colombiana, ingegnere industriale. Dal loro matrimonio nel 2000 è nata Valeria, che ora studia e lavora a Vancouver, in Canada, nel campo degli effetti speciali per il cinema, tv e videogiochi. Anche la moglie è entrata in alcune imprese. «Nel 2008 - aggiunge Roberto - presi un cammino indipendente. Fondai un’impresa di consulenza e rappresentanze commerciali. Offrivo servizi di consulenza assicurativa a varie compagnie, istituzioni e broker. Quattro anni fa, con mia moglie Teresa, abbiamo avviato un’attività di import, macchinari per la depurazione dell’acqua. Abbiamo poi aggiunto una branca nel settore della sicurezza elettronica antincendio, con apparecchiature di un’azienda italiana e un’altra cipriota. Infine il progetto nato quest’anno che richiama le mie radici. Una fabbrica artigianale di liquori a base di erbe, secondo la tradizione abruzzese, con il marchio “La bottega di nonna”, mi ricorda mia madre».


Chiedo infine a Roberto qual è il suo impegno in seno alla comunità italiana. «Ho insegnato italiano per anni, alla Dante. Nel 2008 sono stato uno dei fondatori della nuova Camera di Commercio, l’altra chiuse nel ’98. Per due mandati ne sono stato il Presidente. Con la nostra comunità ho una forte relazione, anche come membro del Direttivo nell’Associazione di Beneficenza e nella Dante Alighieri».

Quale sogno nel cassetto? «Tornare un giorno in Italia assieme a mia moglie per vivere i nostri anni di riposo all’Aquila, città che mi ha visto nascere, amata da tutta la mia famiglia».


Goffredo Palmerini

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