Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Pescarese vittima di violenza omofoba a Bari: «Volevano ucciderci»

Pescarese vittima di violenza omofoba a Bari: «Volevano ucciderci»
2 Minuti di Lettura
Martedì 5 Luglio 2022, 08:19

«Ci hanno insultati, minacciati di morte, con frasi come vi ammazzo, vi spacco la faccia, poi ci hanno accerchiati e hanno cominciato a lanciarci addosso sigarette accese, monetine accompagnate da frasi come comprati la dignità, e poi calci, pugni fino a una pietra scagliata contro la mia testa. Volevano uccidermi». A parlare è una delle due persone che sarebbero state vittime di una aggressione omofoba, domenica sera nel parco Rossani di Bari.

La coppia, un 19enne e una 23enne che non si riconoscono nella identità di genere uomo-donna, ha denunciato di essere stata prima aggredita verbalmente e poi fisicamente, finendo in ospedale. Erano arrivati a Bari da Pescara e Foggia per festeggiare nel parco un compleanno con una decina di amici. «A un certo punto un gruppo di una ventina di persone - aggiunge - si è avvicinato e ha iniziato a insultarci e, nonostante i nostri tentativi di calmarli, offrendo loro anche cibo, sono passati alle vie di fatto e, dopo averci picchiati, sono scappati, minacciandoci di non tornare». Adesso sono tornati a Foggia, dove hanno formalizzato la denuncia. «A Bari non possiamo più metterci piede, abbiamo paura che questi ci cerchino, ci hanno detto di non farci più vedere. Torneremo quando non potranno più farci del male» hanno detto.


Si tratta dell'ennesima aggressione omofoba che coinvolge persone di Pescara. I due giovani della coppia sono sotto shock ma hanno comunque trovato il coraggio di denunciare, nonostante le intimidazioni e le violenze di cui sono stati oggetto. Situazioni che in passato hanno avuto come sfondo la stessa città di Pescara. Sono scolpite nella memoria e registrate nelle cronache le aggressioni avvenute nel 2020 sul lungomare, con un giovane preso a pugni in faccia, e quella del 2017, di cui fu vittima un giobane la notte tra il 20 e il 21 maggio davanti al locale di via delle Caserme che esponeva un cartello con un messaggio esplicito: «Se sei razzista, sessista, omofobo non entrare», frase scolpita come monito per altri gravi episodi avvenuti nei giorni precedenti.
 

© RIPRODUZIONE RISERVATA