Sparatoria al bar, Cavallito dimesso dall'ospedale: ora può parlare

Sparatoria al bar, Cavallito dimesso dall'ospedale: ora può parlare
di Paolo Mastri
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Giovedì 8 Settembre 2022, 08:43

La parola miracolo riassume in questo caso fattori diversi: la forte fibra del ferito, la dinamica balistica che ha tolto precisione a un sicario infallibile, non ultimo la bravura di rianimatori, chirurghi e operatori sanitari del Santo Spirito. Il miracolo, comunque, potrà dirsi oggi compiuto con il ritorno a casa, a Pescara, di Luca Cavallito, il sopravvissuto all'agguato del primo agosto al Bar del Parco, nel quale ha invece trovato la morte il suo amico e socio in affari Walter Albi. Una spietata esecuzione che svela, per ora soltanto in parte, le pericolose relazioni della coppia di imprenditori. Il primo punto fermo dell'intera vicenda è la conclusione del lungo periodo di cure e riabilitazione al quale l'ex calciatore di 49 anni è stato sottoposto fin dal suo arrivo in ospedale, in condizioni disperate, la sera del primo agosto scorso.


Escluso un ulteriore periodo di ricovero in casa di cura, i chirurghi che attualmente hanno in carico il paziente e la direzione sanitaria dell'ospedale hanno optato ieri, dopo un'ulteriore valutazione del quadro clinico, per le dimissioni dall'ospedale e il trasferimento a casa, dove Luca Cavallito sarà seguito nei prossimi giorni dall'equipe dell'Adi, assistenza domiciliare integrata. Si fa affidamento sul fatto che la cornice dell'ambiente familiare sia la migliore per offrire al paziente gli stimoli decisivi per completare il percorso di riabilitazione. Nel complesso, le condizioni di Cavallito sono considerate incoraggiati: nella sua stanza di ospedale il paziente ha già cominciato ad alzarsi dal letto e a muovere i primi passi dopo la lunga degenza seguita al periodo di sedazione e ai cinque interventi chirurgici subiti per l'estrazione dei proiettili e la soluzione di emorragie e lesioni causate dai colpi che lo hanno raggiunto al torace e all'addome. Un percorso che ha incontrato un solo momento critico con le complicazioni epatiche che, a cavallo di ferragosto, hanno suggerito un trasferimento temporaneo nel centro specializzato del Gemelli di Roma.

La notizia delle imminenti dimissioni di Luca Cavallito dall'ospedale assume rilievo anche sul piano investigativo, perché apre la strada al confronto tra gli inquirenti e l'uomo che a tutti gli effetti, assume ora la veste di testimone chiave del delitto del Bar del Parco. Nel corso di questi quaranta giorni non sono mancati momenti di contatto tra il ferito e gli investigatori della squadra mobile, ovviamente informali e condizionati dalle condizioni del paziente, per lungo tempo tenuto sotto sedazione. Per le indagini, che nel frattempo, sulla base delle acquisizioni documentali e telematiche, hanno continuato a battere la pista degli affari coltivati dalla coppia Albi-Cavallito, è un grande punto di svolta. Si tratterà di valutare, alla luce delle possibili implicazioni dirette nel retroterra affaristico che fa da sfondo al delitto, la reale volontà di collaborazione da parte del superstite. Ma anche, in considerazione del lungo periodo trascorso dall'ex calciatore in coma indotto, precisione, attendibilità e utilità dei dettagli eventualmente forniti agli investigatori.

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