Medico atleta ucciso mentre nuota dalla dilatazione del cuore

Medico atleta ucciso mentre nuota dalla dilatazione del cuore
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Venerdì 25 Marzo 2022, 08:15

Sarebbe da addebitare a una miocardiopatia la causa della morte di Andrea Iannetti, il medico pescarese di 51 anni stroncato lunedì sera da un malore fulminante mentre si allenava nella piscina provinciale di via Volta. L'esito dell'autopsia, eseguita ieri dall'anatomopatologa Valentina Albanese, sarà comunicato alla Pm Gabriella De Lucia, che ha aperto un fascicolo sull'accaduto. Il dato medico legale dovrà essere incrociato con altre risultanze investigative per poter eventualmente ipotizzare responsabilità di terzi nell'accaduto.

Il punto fermo è che Iannetti, nuotatore da sempre, era un atleta senior impegnato in varie competizioni e, da legge e da prassi, avrebbe dovuto sottoporsi a periodici controlli di accertamento dell'idoneità alla pratica sportiva. La miocardiopatia è una patologia del muscolo cardiaco, che riduce progressivamente la capacità del cuore di contrarsi. Nelle forme severe, la patologia è di norma accompagnata da sintomi quali difficoltà respiratorie, senso di stanchezza, difficoltà ad affrontare sforzi.

Un quadro parzialmente coincidente con quanto raccolto negli ultimi tempi da alcuni compagni di sport di Andrea Iannetti, che da medico aveva infatti deciso di sottoporsi ad accertamenti. Con la conclusione dell'autopsia è arrivato anche il nulla osta della procura alla celebrazione dei funerali, che come da programma si svolgeranno oggi alle 15.30 nella chiesa del mare. Nei giorni scorsi è stato costante il flusso di visite alla camera ardente di Iannetti. Particolarmente toccante l'omaggio dei compagni di nuoto e pallanuoto, discipline che Iannetti praticava da atleta master, presentatisi in gruppo con fiori per l'amico scomparso in maniera così improvvisa e inaspettata.

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